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Acquedotto di Tumikia
Repubblica Democratica del Congo
Anni 2012-2014

Aprile 2012

In visita alle missioni in RDC delle Suore Poverelle, incontriamo Suor Pieradele a Kingasani.

Suor Pieradele ci racconta della missione di Tumikia dove opera e ci descrive le difficoltà legate alla mancanza di acqua potabile; da oltre 2 anni non riescono più ad utilizzare il pompaggio alla piccola sorgente nelle vicinanze e dipendono ormai dagli accumuli di acqua piovana e da scorte di contenitori riempiti alle sorgenti che si trovano nei fondo valle.

Non disponiamo di molto tempo ma riusciamo a visitare velocemente la missione di Tumikia, scendiamo alla sorgente, effettuiamo qualche rilievo e ci ripromettiamo di interessarci al problema; pensiamo inizialmente ad una ristrutturazione dell’impianto di pompaggio che funziona grazie ad un gruppo elettrogeno a gasolio; oltre al pompaggio pare si debba sostituire anche la tubazione sino ai bacini di distribuzione alla Missione.

Ritornati in Italia ci organizziamo per un viaggio finalizzato al rilievo degli impianti esistenti. Il viaggio viene programmato per settembre e saremo in 5.

Album-fotografico-2-1

Tumikia su Google Earth

Settembre 2012

Sabato 12/9

Arriviamo dall’Italia via Bruxelles con la Brussels (le suore continuano a chiamarla Sabena) a Kingasani e veniamo ospitati nella Casa di Accoglienza.

 

 

Domenica 13/9

Alle 6.00 partiamo verso Tumikia; siamo in 4.

Percorriamo la route n° 1 (Kinshasa-Kikwit-Lubumbaschi) che lasciamo a Moluma; da qui circa 11 km di pista ed arriviamo alle 13.00.

Attraversiamo villaggi di capanne.

Una chiesa col tetto in lamiera, un campo da basket inutilizzato da tempo e poi un viale di palme alte almeno 15 m che costituisce l’ingresso alla Missione.

All’aprirsi del grosso cancello cieco in ferro la tipica accoglienza congolese (qui l’unica suora italiana è suor Pieradele) con canti e saluti a 3 baci sulla guancia.

Suor Adolphine è la responsabile della Missione; parla molto bene l’italiano.

Nel pomeriggio ci conduce alla sorgente con pompaggio che è stata utilizzata sino al 2010; la sorgente non è visibile, sembra persa.

Si decide che l’indomani si pulirà il sito.

Da suor Adolphine apprendiamo che limitarsi a ricostruire l’impianto darebbe acqua solo ai fabbricati dalla Missione; intorno alla Missione ci sono almeno 3000 abitanti e ciò merita che ci si rifletta; guardiamo subito la cosa in un’altra ottica e concordiamo di visitare le sorgenti più importanti nell’intorno facendocele indicare dagli abitanti nel villaggio.

 

Lunedì 14/9

Vediamo la sorgente dei Padri: occorre che venga arrangiata per poterla misurare.

La sorgente alla Missione è dispersa in vari rigagnoli ed è non più di 0,15 l/s pari a circa 10 m3/g. Insistiamo per vedere sorgenti più potenti, anche distanti dalla Missione: ci portano alla sorgente Mabanfu, quella che poi verrà effettivamente utilizzata; la sorgente è di fatto un ruscello che sbocca al piede di ripidi versanti nella foresta; gli uomini del villaggio hanno dovuto creare un passaggio disboscando; essa non viene utilizzata perché molto scomoda. La portata è tuttavia rilevante: stimiamo almeno 10 l/s.

 

Martedì 15/9

Alla sorgente dei Padri misuriamo: circa 0,3 l/s pari a circa 25 m3/g.

Ci si reca alla sorgente Mikia: è costituita da varie diffuse venute difficilmente captabili.

Rileviamo la Missione e la dislocazione dei villaggi più prossimi.

Alla sorgente Mabanfu gli uomini hanno pulito; la visitiamo che è ormai quasi buio; i lavori l’hanno intorbidita.

Parlando con le suore e con la gente ci rendiamo sempre più conto che non possiamo limitarci a dare acqua alla Missione; il progetto pertanto diviene più grande di quanto avessimo in testa.

 

Mercoledì 16/9

Torniamo alla sorgente Mabanfu di primo mattino ma è ancora torbida.

Ci rechiamo a visitare una ulteriore sorgente, molto distante dal villaggio, che ha la stessa caratteristica della Mikia: è diffusa su una vasta area.

Al ritorno incontriamo gli uomini del villaggio con suor Adolphine; facciamo il punto della situazione; l’obbiettivo è di dare acqua sia alla Missione che al villaggio e la sorgente più idonea è la Mabanfu ma ci preoccupa la torbidità ed in più il lavoro si complica per la distanza notevole dal villaggio; gli uomini sono comunque convinti che la torbidità sia solo una situazione transitoria dovuta ai lavori di pulizia ed alla stabilità dei versanti che la contornano.

Occorrerà ritornare per rilievi più approfonditi; è necessario infatti un rilievo topografico.

Si stabilisce che gli uomini lavoreranno alla sorgente Mabanfu per farcela trovare limpida e consentire l’esecuzione dei rilievi quando saremo di ritorno.

Giovedì 17/9

Ritorniamo a Kingasani.

Il lavoro che abbiam davanti è importante. Abbiamo anche 2 campioni di acqua anche se torbida; ne prendiamo uno anche dal pozzo dell’ospedale di Kingasani.

Note

Da Kinshasa a Tumikia: circa 400 km di paesaggio monotono: praterie senz’alberi a morfologia piatta (plateaux) o collinare; fondovalle boscati dove sorge acqua che origina ruscelli; la risorgenza è un fenomeno più areale che locale; i ruscelli hanno portate significative per i nostri scopi ma solo a valle di aree troppo grandi per poter pensare di captarle come sorgenti. La sorgente Mabanfu è anomala rispetto al contesto; scopriremo poi che sgorga al contatto dei terreni fini soprastanti con roccia sottostante in forma di ciotoli non arrotondati.

I ruscelli sono regimati a formare delle vasche di coltivazione del pesce.

Avvicinandoci a Tumikia vengon meno i plateux e prevale un paesaggio collinare; le colline sono a prateria ma sovente boscate; dove vi sono alberi quasi sempre si hanno degli insediamenti umani. Tanti fuochi che bruciano zone boscate probabilmente al fine di ottenere aree coltivabili o per farne uscire i piccoli animali che vengono poi mangiati.

Sorge spontanea la domanda: se l’uomo non bruciasse sarebbe tutta foresta ?

In 400 km l’unico affioramento roccioso è sulle colline di Mayi Ndombe; è il passaggio più spettacolare del viaggio: si scende al ponte sul fiume omonimo per poi risalire sull’altro versante; la strada è ripida ed i camion stracarichi vanno a passo d’uomo; si accentrano; dei camion sono fermi in quanto non sono più riusciti a risalire o hanno sbandato in discesa. Il ponte è stato ricostruito a metà del 2000 ed in rete si trova documentazione geotecnica al riguardo che ci verrà utile.

Per il resto i terreni sono costituiti da materiale limosabbioso marrone; si hanno zone con vene più argillose che vengono cavate per farne mattoni.

Sulla strada cumuli di pietre; vengono accumulate, raccogliendole dai fondovalle o dai fronti scavati per la strada, per essere vendute.

Il villaggio e la Missione sorgono sulla sommità di una collina.

Il villaggio è costituito di capanne circondate da grandi alberi; vennero piantati quando venne costruita la Missione (anni ’50); si tratta di palme, manghi, avocado e di ????; non ricordiamo il nome di una pianta molto diffusa che non fa frutti ed è caratterizzata da un legno molto duro.

La maggior parte delle capanne è costruita con rami d’albero e bambù tamponati con argilla; i tetti sono quasi sempre in materiali vegetali ma vi è qualche lamiera. Poche sono le case in muratura; forse solo quelle dei professori.

Alla Missione si hanno numerosi serbatoi, in acciaio ma anche in muratura, per la raccolta delle acque piovane dai vari tetti in lamiera.

Al villaggio invece l’acqua viene solo dai recipienti riempiti alle sorgenti.

Le sorgenti sono nei fondo valle e sorgono dal terreno in modo diffuso; i terreni sono infatti limosabbiosi.

In tutto il villaggio solo una famiglia di cani: sono 4.

Non vediamo alcun bovino; scopriremo che gli unici sono quelli della fattoria dei Padri.

Al villaggio tutti quelli che sono andati a scuola parlano francese.

Molte donne tuttavia parlano solo kikongo.

Non tutti gli alunni delle scuole hanno quaderni e biro; nessuno ha libri.

Molti uomini e ragazzi sanno far di conto, leggere e scrivere; chi ci seguirà più da vicino nei lavori seguirà con attenzione i conti che gli mostriamo sui nostri quaderni; qualcuno sarà anche in grado di leggere gli schemi elettrici ed idraulici.

Dieta del villaggio

Mango: ve ne è in gran quantità e probabilmente è il frutto di cui tutti possono mangiare.

Ananas: da quest’anno alcuni privati hanno iniziato una coltivazione finalizzata alla vendita anche ai villaggi vicini.

Pompelmi

Avocado

Banane

Olio di palma

Vino di palma: è la loro bevanda alcolica

Manioco: lo coltivano ovunque ma maggiormente nei fondo valle dove c’è acqua per poterlo detossificare; bruciano parte della foresta nei fondovalle proprio per piantare il manioco.

Mais

Arachidi.

Asparagi spontanei.

Maiali, galline, capre.

Le suore hanno degli orti da cui ricavano di tutto ma il villaggio si limita alle proprie abitudini; nessuno ha probabilmente mai insegnato loro a introdurre nuove colture.

Si alleva del pesce nei fondovalle con vasche ottenute regimando con argini in terra i ruscelli; 1 pesce costa 500 franchi congolesi FC.

Le sigarette vengono dal Kenia e costano 1000 FC al pacchetto.

La benzina costa 1500 FC al litro.

1000 FC valgono circa 1 €.

Non c’è energia elettrica al villaggio; qualche piccolo pannello è presente dalle Suore e dai Padri e dai più benestanti.

Le Suore ed i Padri hanno dei gruppi elettrogeni che vengono accesi con parsimonia 1 h alla sera per alimentare le batterie che controllano i frigoriferi ed altri elettrodomestici.

Al villaggio non vi è modo di conservare gli alimenti e le bevande.

Il consumo delle carni è rapido.

E’ evidente che il grosso dei lavori familiari è della donna.

Al mattino presto è al fondo valle a coltivare il manioco e lavare; ritorna a casa con il manioco o l’acqua o la legna per cucinare.

I bambini in età non scolare rimangono alla capanna sorvegliati dai più grandicelli.

Gli uomini vanno a prestare la loro mano d’opera o a coltivare manioco, raccogliere la legna o cacciare animali.

La scuola e l’ospedali vengono pagati.

A TMK vi sono:

una scuola primaria mista statale (circa 500 alunni)

una scuola secondaria mista statale (circa 500 alunni)

una scuola secondaria femminile delle Suore (circa 500 alunne provenienti al 90% da altri villaggi)

un dispensario con una sala parto, un’ostetrica, una farmacia, un ambulatorio per medicazioni

un ricovero per anziani

un asilo per gli orfani di madre sino a 3-4 anni, quando rientrano in famiglia.

 

Al villaggio par di essere in campeggio ma la situazione è tutto meno che rosea in quanto è scarsa sia l’alimentazione che l’igiene.

Clima

Da giugno ad agosto: stagione secca senza alcuna pioggia.

Da fine agosto a fine settembre: iniziano i primi temporali; possono capitare anche giornate senza sole; normalmente la pioggia intensa è notturna sino alla tarda mattinata. I fulmini sono impressionanti. L’intensità di pioggia è maggiore che da noi.

Da ottobre a marzo: stagione delle piogge; possono esservi anche diversi giorni continuamente senza sole.

Da aprile a giugno: i temporali divengono meno frequenti e si passa verso la stagione secca. Gennaio è il periodo più caldo ed afoso e con maggior diffusione di zanzare.

L’analisi chimica dell’acqua alla sorgente Mabanfu mostra alti tenori di Al, Fe e Mn ed un basso pH: i metalli sono probabilmente causati dalla torbidità.
A Kingasani la facies idrochimica è la medesima a meno dei metalli e ciò verrà spiegato dalla medesima facies chimica dei terreni anche se posti a così grande distanza tra loro.
L’acqua è praticamente senza sali.
Scopriremo poi che tutti i terreni e la roccia sono silicei e che l’acqua della sorgente è pertanto acqua di infiltrazione delle piogge che non scioglie nulla.

Ci informiamo sulle varie possibilità di sollevamento dell’acqua: pompe a mano, pompe a pistone con motori a corrente continua (CC) e fotovoltaico (FV) esclusivo, pompe centrifughe con batterie e FV, motopompe centrifughe; non sarà facile scegliere ma il gasolio lo scartiamo subito in quanto il suo costo è proibitivo.

Programmiamo di ritornare a Pasqua 2013.
A dicembre 2012, suor Adolphine ci invia fotografie della sorgente ripulita; non sono positive (torbidità e schiume) ma gli abitanti insistono che la sorgente sia “claire”.

Aprile 2013

Siamo in 5 ed abbiamo la stazione topografica totale. Voliamo ancora con la Brussels.

Domenica 7 aprile

Siamo di nuovo a Tumikia.

Non vediamo alcune persone con cui avevamo collaborato; i mesi trascorsi sono troppi e si sono demotivati.

Subito ci rechiamo alla sorgente e scopriamo il perché della grande quantità; la sorgente esce da quello che chiamano “caias”; si tratta di pietre non arrotondate, spigolose; è l’unica tra tutte le sorgenti che abbiam visto a presentarsi così.

L’acqua è limpida ma i versanti intorno alla sorgente sono instabili; il terreno circostante è una melma; sarà importante proteggere la presa dalla possibile sommersione dei terreni circostanti; capiamo perché a settembre fosse così torbida.

lunedì 8 aprile
Iniziamo i rilievi topografici.
Al pomeriggio Suor Adolphine organizza l’incontro con rappresentanti del villaggio. Esponiamo le linee generali del progetto.
Vi sono anche i proprietari della sorgente ed i capi villaggio.
Rimaniamo stupiti dalla discussione:
diverse persone, tra cui il più deciso è un professore che sarà l’animatore della serata di ringraziamento a lavori ultimati, si dicono convinte che sia una grande occasione e di darci fiducia;
si chiede ai proprietari della sorgente di esplicitare cosa vogliano in cambio del permesso per l’utilizzo; il villaggio si impegnerà a dar loro quanto chiedano;
capiamo che gli uomini non possono lavorare a tempo pieno per il progetto in quanto i bisogni familiari richiedono il loro impegno giornaliero.
Ne usciamo convinti che non possiamo fermarci.

Martedì 9 aprile
Ancora rilievi.
Ci ricavano un percorso nella foresta per poter rilevare sino alla sorgente.

Mercoledì 10 aprile
Ultimiamo sino alla sorgente con il rilievo.

giovedì 11 aprile
Ci rechiamo alla Missione di Kikoti per vedere un pompaggio esistente in quanto potrebbe esserci utile per il ns. progetto.
diverse persone, tra cui il più deciso è un professore che sarà l’animatore della serata di ringraziamento a lavori ultimati, si dicono convinte che sia una grande occasione e di darci fiducia;
si chiede ai proprietari della sorgente di esplicitare cosa vogliano in cambio del permesso per l’utilizzo; il villaggio si impegnerà a dar loro quanto chiedano;
capiamo che gli uomini non possono lavorare a tempo pieno per il progetto in quanto i
Comincia il progetto.
La parte edile e di tubazioni è definita ma non abbiamo le idee chiare su come realizzare il pompaggio.
Il FV è praticamente deciso in quanto i costi del gasolio renderebbero proibitiva la gestione. Contattiamo la Dankoff americana per pompe a pistone con motori a CC ma i costi sono esorbitanti e non abbiamo modo di fare prove; il vantaggio è che avremmo una alimentazione diretta dal FV ai motori senza elettronica.
Proviamo a valutare di realizzare la tecnologia Dankoff in Italia ma non abbiamo garanzie di durata meccanica per le pompe.
Fortunatamente ha un idea brillante un ns. conoscente Andrea; a dicembre facciamo prove in campo del sistema con inverter che ha pensato e abbiamo risultati positivi; sappiamo finalmente cosa fare.

Nel frattempo abbiamo raccolto il materiale che il 6/12/2013 spediamo con il 1° container: buona parte dei tubi, il legname e l’acciaio per i c.a.
Conveniamo di ritornare a gennaio 2014 per ulteriori e definitivi rilievi; ne approfitteremo anche per eseguire il rilievo della Missione e dell’ospedale di Kingasani per realizzare il progetto del sistema fognario e di depurazione.

Gennaio 2014

Siamo in 6 ancora con la stazione totale.
Viaggiamo con la Brussels.
Durante il viaggio da Kingasani a Tumikia notiamo importanti cambiamenti:
– dei nuovi distributori di carburante;
– ampliamento con lavori dei cinesi della strada da Kinshasa all’aereoporto;
– si stanno costruendo dei nuovi edifici scolastici in muratura a ?????

Lunedì 13 gennaio
Suor Charlotte ha sostituito Suor Adolphine.
Non riusciamo ad iniziare i rilievi; la mattina è piovuto. La pioggia ferma il villaggio e scombina tutto: nelle capanne entra acqua per cui tutti sono sottosopra.
Il pomeriggio ci rechiamo alla sorgente e concordiamo di disboscare alcuni tratti per vedere il possibile tracciato dalla sorgente alla stazione di pompaggio.

Martedì 14 gennaio
Il rilievo inizia.
Scopriamo una scuola mista statale di 500 alunni che non conoscevamo.
Decidiamo la localizzazione del bacino al limite del villaggio dove inizia la prateria; vi incontriamo delle persone che hanno iniziato una attività agricola (coltivazione ananas) nei pressi per la quale lavorano varie donne del villaggio.
Concordiamo il tracciato della strada che ci servirà per i lavori sino alla stazione di pompaggio.
Gli uomini del villaggio verranno organizzati da suor Charlotte per lavorare da qui all’inizio dei ns. lavori.

Mercoledì 15 gennaio
Terminiamo i rilievi.

Mercoledì 10 aprile
Ultimiamo sino alla sorgente con il rilievo.

Il progetto viene definito e ci procuriamo i materiali mancanti.
La parte elettrica è tutta predisposta con i quadri solo da installare e collegare. Il 6 maggio ed il 6 giugno riusciamo a inviare gli altri 2 container.

Stabiliamo di effettuare un ulteriore viaggio a giugno per vedere i materiali già arrivati e per concordare i lavori che il villaggio deve prepararci per agosto, quando intendiamo venire a realizzare i lavori.
Verrà con noi un muratore per valutare al meglio come ci potremo organizzare e per aiutarci a definire con le Suore gli approvvigionamenti di ghiaia, sabbia e cemento; agosto è vicino e dobbiamo avere garanzia che i materiali si trovino sul posto.

Giugno 2014

Ci rechiamo in 3 e voliamo con la Brussels.

Sabato 7 giugno
Viaggio per Tumikia.
La strada dell’aereoporto è praticamente ultimata; 3 corsie per senso di marcia; ogni 50 m i netturbini che spazzano con scope a mano i bordi della strada dalla sabbia; hanno giubbetti ad alta visibilità.
Arrivo a Tumikia alle 13.
Troviamo cumuli per circa 10 m3 di ghiaia: è 1/20 della necessità.
Hanno fatto un grande lavoro di scavi predisponendo la strada ed il piazzale nella zona della stazione di pompaggio.
Visitiamo le zone dove hanno stoccato le tubazioni (le hanno posizionate tra le case dell’ospizio; l’area è recintata e sorvegliata in quanto le suore e gli stessi uomini del villaggio non vogliono correre rischi che del materiale possa sparire), il legname e l’acciaio di armatura; questi ultimi sono nei magazzini a fianco dell’ospedale. I tubi sono protetti dal sole con foglie di palma.
Hanno preparato circa 10 m3 di ghiaia e altrettanti di sabbia; è 1:20 di ciò che serva effettivamente; è stato raccolto dalle donne e dai bambini presso i torrenti della zona; la Missione paga 1000 Fc ogni 1 secchio (30 l). C’è una postazione dove i sassi più grossi vengono spaccati con dei martelli a mani nude.

Domenica 8 giugno
Visita ai quartieri 1 e 2 per cartografare le abitazioni.
Dalle 8 alle 11 assistiamo alla Santa Messa; vi sono circa 700 persone; pochi adulti, i bambini e i ragazzi sono in divisa; saliamo all’altare per annunciare i lavori di agosto.
Degli adulti girano per la chiesa con dei cartelli; uno di essi riporta “Bika makelele”; scopriremo poi che significa “vietato chiacchierare”; è il loro modo di mantenere ordine e disciplina con i piccoli.
Al pomeriggio continuiamo a cartografare strade e capanne sulla base del ns. rilievo.

Lunedì 9 giugno
Con la suora ed alcuni uomini del villaggio ci rechiamo alle zone che verranno interessate dai lavori e concordiamo gli scavi che dovranno preparare.
Con i capiquartiere localizziamo le fontane pubbliche e picchettiamo le loro posizioni ed i tracciati delle tubazioni.
Lasciamo le direttive alla suora per i materiali che devono procurare: ghiaia, sabbia, cemento. Concordiamo che non si possa continuare a preparare il materiale come finora (confidando in quanto raccolgano le donne e i bambini del villaggio) e che bisogna verificare presso le cave della zona; mettiamo in contatto la suora con un italiano che opera in Congo e conosce vari fornitori di questi materiali e concordiamo che sia meglio che tratti lui stesso con i fornitori; è infatti possibile che questi possano approfittare della inesperienza delle suore.
Ci servirà un camion; lo metterà a disposizione la Missione.

Martedì 10 giugno
Ripartiamo per Kingasani e quindi per l’Italia.

Organizziamo gli ultimi attrezzi-materiali da portare in valigia.
Decidiamo di partire il 3/8; saremo in 6 tra cui 3 muratori ed 1 idraulico. In 4 programmiamo di tornare in Italia il 23 mentre il 21 ci raggiungeranno 2 idraulici.
L’elettricista che ci aiuterà è congolese e lavora per la Missione di Kingasani.
Il programma dei lavori dipenderà comunque da quando arriverà l’ultimo container che ci aspettiamo giunga dal 3 al 10 agosto.
Le suore ci comunicano che troveremo a Tumikia altri 6 giovani italiani che potranno aiutarci per qualche giorno; è un gruppo guidato da Don Giuliano, curato di Trescore B., che si propone di visitare i luoghi in cui operò suor Clarangela Ghilardi, originaria di Trescore e morta per l’ebola nel 1996 a Kikwit.

Agosto 2014

Domenica 3 agosto
Viaggio con Air France, giungiamo a kingasani.
Qui incontriamo il gruppo di Trescore che domani verrà con noi a Tumikia.

lunedì 4 agosto
Alle 8:15 partiamo per Tumikia.
Una jeep, un pulmino ed il camion; le valige sono sul camion ed il viaggio sarà pertanto più comodo del solito.
Il camion partirà dopo di noi ed arriverà in serata mentre noi giungiamo a Tumikia alle 15.30.
Al ponte sul fiume Konzi, a circa 3⁄4 del viaggio facciamo pausa per un panino; ci eravamo già fermati nel viaggio di giugno e vi avevamo trovato dei giovani che cavavano argilla e confezionavano mattoni; non c’è più nessuno e le capanne sono abbandonate.
All’arrivo l’accoglienza è particolarmente calorosa.
Prima che faccia scuro vogliamo vedere la sorgente; con la jeep non riusciamo a scendere e ciò ci preoccupa per l’approvvigionamento dei materiali ai cantieri; sono oltre 2 mesi che non piove, siamo nel pieno della stagione secca, il terreno è troppo asciutto e le ruote affondano; non l’avevamo previsto perché i ns. viaggi antecedenti sono sempre avvenuti in periodi più umidi. Il terreno asciutto fa un polverone ad ogni passaggio.
Scendiamo a piedi e troviamo la sorgente ancora interessata dai franamenti.
Troviamo pronti il piazzale e lo scavo per il pompaggio; è uno scavo impressionante considerando che è stato realizzato completamente a mano: pareti verticali di oltre 4 m con il terreno che mostra una certa compattezza, non è soffice come pensavamo.
La sera con suor Charlotte e gli uomini concordiamo che la prima cosa da fare è sistemare la strada.
Il camion arriverà solo alle 23.00; ci affrettiamo a togliere le valige con gli alimenti nostrani per metterli nei frigoriferi della Missione (formaggi, salumi, pasta); è impensabile poterne fare a meno. Il gruppo di Trescore non si ferma subito con noi; andrà a Kikwit a visitare le tombe delle suore dell’ebola e ci raggiungerà tra qualche giorno.

Martedì 5 agosto
Iniziano i lavori.
Si organizzano i magazzini: un locale per i materiali idraulici ed i generatori, un altro per i materiali elettrici e gli attrezzi edili; la curiosità di giovani e ragazzi è impressionante; molti di loro non hanno mai avuto occasione di vederne.
Iniziamo a organizzare il cantiere del manufatto di sedimentazione e del pompaggio.
Gli uomini del villaggio lavorano alla strada spostando il materiale secco e mettendo dei rami per migliorare l’attrito con le ruote; riusciamo a portare il generatore sul piazzale soprastante il locale di pompaggio.
Misuriamo la lunghezza effettiva dello scavo per la tubazione di pompaggio (1700 m).
Carichiamo il camion con le betoniere, il ferro, il cemento ed il legname.
Suor Charlotte suddivide gli uomini in squadre: una per gli scavi dei fossi di posa delle tubazioni, una per la posa delle tubazioni (sono 4 ragazzi sui 16 anni), una per assistere gli edili come ferraioli e carpentieri ed una per lavorare alle betoniere.
Misuriamo ghiaia e sabbia: ci sono circa 65 m3 di ghiaia e ne mancano pertanto ancora parecchi. Bisogna approvvigionare la ghiaia e la sabbia mancanti; il camion dovrebbe girare per i centri della zona con gli uomini necessari per caricarlo a mano; come ci racconta suor Charlotte, la disponibilità di ghiaia è di qualche decina di m3 per sito di cava pertanto ci vorranno diversi giorni; il camion tuttavia occorre alla Missione per approvvigionare i materiali ai vari cantieri pertanto concordiamo con Suor Charlotte di noleggiare un camion e ne troviamo uno disponibile a Masi Manimba (circa 30 km di distanza grazie alle conoscenze di suor Mireille).
Sul piazzale si monta una tenda dove si fermeranno alcuni uomini del villaggio per sorvegliare materiali ed attrezzature; sono gli stessi uomini del villaggio a dire che vi è il rischio che spariscano attrezzature.

Mercoledì 6 agosto
Il camion riesce a scendere ed è una grande cosa.
Nel cantiere del locale di pompaggio si posa il ferro della fondazione e si prepara il canale in legno per portare il cls dal piazzale alla fondazione.
Il gruppo elettrogeno funziona e si monta il quadro di cantiere.
Il cantiere è allegro, sono molti i ragazzi che ci tengono a lavorare; i più intraprendenti si impossessano delle betoniere.
Ai magazzini si fa l’inventario dei pezzi speciali: se mancasse qualcosa si vorrebbe segnalarlo subito ai nostri in Italia perché ferragosto è prossimo ed il ns. obbiettivo è di realizzare tutto il possibile prima del rientro, previsto per il 23 agosto, di alcuni di noi.
Il gruppo con l’idraulico prepara i manicotti di saldatura, la saldatrice ed il generatore; provano le prime saldature e tutto funziona.
Gli uomini del villaggio con il camion cominciano a distribuire i tubi nelle zone di posa.

Giovedì 7 agosto
Comunichiamo in Italia i materiali mancanti.
Si effettua il getto della fondazione della casa di pompaggio; la ghiaia è un po’ troppo grossa ma il getto sembra buono; per le pareti decidiamo di utilizzare la ghiaia meno grossa.
Prepariamo il ferro, il legname ed i vari materiali necessari per il muri della casa di pompaggio; il camion li porta al cantiere perché l’indomani si vuol procedere all’armatura dei muri.
Gli uomini del villaggio preparano lo scavo per la tubazione dalla sorgente al pompaggio.
Il gruppo degli idraulici sta posando le tubazioni di distribuzione.
Alla sera è arrivato il camion che abbiamo noleggiato per la ghiaia; l’autista si è portato altri 2 uomini con sé; per loro è una ghiotta occasione di guadagno; staranno tutti alla Missione sino a quando non ne avremo più bisogno.

Venerdì 8 agosto
Suor Charlotte parte con il nuovo camion alla ricerca della ghiaia; la sua presenza è necessaria altrimenti vi è il rischio che non vada come si vorrebbe.
Si comincia a montare le armature dei muri del pompaggio.
Iniziano anche i lavori alla sorgente; concordiamo inizialmente di abbassare il piano di accesso per facilitare la posa della tubazione anche se abbiamo del timore perché di fatto togliamo materiale al piede di una zona instabile.
Riccardo, vedendo l’entità dello sbancamento, propone una soluzione brillante: cercare di innalzare la quota di venuta della sorgente sbarrandola a valle; ne guadagnerebbe la stabilità del piede, diminuirebbe la profondità dello scavo da realizzare per la tubazione diretta al pompaggio e guadagneremmo tempo. Non possiamo che concordare entusiasticamente.
Qualche incomprensione sui materiali da approvvigionare costringe a rimanere al pompaggio sino a tardi per ultimare il lavoro che l’indomani consentirà il getto delle pareti del locale di pompaggio. E’ stata una tirata, i nostri muratori hanno marciato come treni e affiora qualche disagio.
Ne discutiamo e decidiamo che dobbiamo essere meno frenetici; decidiamo anche di salire a mezzogiorno per il pranzo in quanto rimanere laggiù tutto il giorno, arrangiandosi a panini e banane, è deleterio.
Raccogliamo anche alcune lamentele degli uomini del villaggio che chiedono di essere rifocillati meglio perché il lavoro è faticoso; concordiamo con Suor Charlotte di organizzare i gruppi di lavoro in modo che ciascuno abbia dei ragazzi dediti esclusivamente a garantire da bere ai lavoratori; la Suora organizza la Missione in modo da garantire ai lavoratori, oltre al pranzo, anche la cena; si stabilisce inoltre che gli uomini dediti agli scavi possano fermarsi ogni 2-3 h.

Sabato 9 agosto
Si gettano le pareti della vasca al locale di pompaggio; per accelerare i lavori a mezzogiorno portiamo una ulteriore betoniera sul piazzale.
Si lavora con scavi alla sorgente.
Il tubo posato sulla scarpata che sale al fotovoltaico posati nei giorni precedenti si allunga al sole e decidiamo pertanto di coprirlo in fretta.

Domenica 10 agosto
Si scasserano le pareti della vasca del pompaggio: il getto è buono. Si inizia la posa del ferro e delle casseforme delle pareti del locale. Continua la posa dei tubi al villaggio.
La notte si ha il primo temporale.

Lunedì 11 agosto
Si gettano le pareti del locale e si prepara il ferro che il camion dovrà portare al piazzale per la soletta al pompaggio.
La sera decidiamo che i muratori si divideranno in 2 gruppi: Franco porterà avanti la armatura della soletta mentre Riccardo e Giuseppe inizieranno il cantiere alla sorgente.

Martedì 12 agosto
Finalmente lavoriamo alla sorgente; è una parte delicata del lavoro.
L’esperienza di Riccardo e Giuseppe è determinante: la presenza di acqua viene affrontata con una massicciata cementata asciutta sino alla posa del cassone all’interno del quale sorge l’acqua; 2 tubazioni lo scaricheranno a valle e verranno poi chiuse per far alzare la sorgente.
A sera il gruppo di Franco ha scasserato il locale ed ha iniziato a casserare la soletta mentre alla sorgente è stato realizzato quasi tutto il basamento; siamo soddisfatti ed il clima è disteso.
E’ arrivato il gruppo di Trescore.

Mercoledì 13 agosto
E’ ormai ferragosto, non siamo riusciti ad ottenere i materiali necessari chiesti in Italia, il container non è ancora arrivato e sembra che non potrà arrivare prima della fine del mese; inoltre i 2 idraulici non potranno venire a fine agosto; dovremo pertanto riprogrammare i lavori.
La soletta è casserata e alla sorgente abbiamo ultimato la fondazione.
Tracciamo la recinzione del fotovoltaico.
La sorgente non è pienamente limpida e ciò ci preoccupa ma gli uomini del villaggio non hanno dubbi sul fatto che tornerà pulita al più presto.
Casseriamo e posiamo il ferro al locale sorgente.
Posiamo un primo tratto della tubazione dalla sorgente al pompaggio.
Nel frattempo Suor Charlotte è riuscita a procurare la ghiaia e la sabbia; ogni giorno è riuscita a fare 2 viaggi col camion e circa 30 uomini; i materiali vanno caricati a mano e sono stati raccolti presso vari villaggi con somma gioia di coloro che l’hanno venduto; scopriamo che il lavoro sta creando un meccanismo economico inaspettato che rende disponibili risorse ai locali.
Decidiamo di licenziare il camion preso all’occorrenza.
A Tumikia, la cena degli uomini alla Missione costringe le Suore ad acquistare manioco, vegetali e vino di palma da donne del villaggio che così ottengono introiti insperati.

Giovedì 14 agosto
Stiamo posando l’anello di distribuzione. Le barre da 12 m vengono adagiate su legni posti trasversalmente allo scavo e saldate; una volta reffreddate, si tolgono i legni e la tubazione cade nello scavo; gli uomini del villaggio sanno ormai come fare; i ragazzi che seguono l’idraulico potrebbero continuare il lavoro da soli.
Getto del locale sorgente.
Posato il ferro alla soletta del pompaggio.
La sera discutiamo su come realizzare i getti del bacino. La previsione era di realizzare il bacino solo quando avessimo avuto il pompaggio attivo ma questo programma è irrealizzabile; abbiamo bisogno di circa 40 m3 di acqua e dobbiamo arrangiarci con dei tanks di fortuna; ne abbiamo visti qualcuno in giro per la Missione e domani andremo a valutarli.
Useremo un tank in plastica da 2 m3 per i viaggi con il camion dalla sorgente; abbiamo una pompa elettrica ed un tubo di circa 50 m che ci consentirà di pompare l’acqua da un bacinetto al ruscello sino al serbatoio sul camion; il camion “solleverà” l’acqua sino al bacino.

Venerdì 15 agosto
Getto della soletta al pompaggio.
Disarmo alla sorgente.
L’acqua si sta ripulendo.
Tracciamo il bacino di distribuzione
Troviamo 2 tanks di acciaio destinati all’accumulo di acqua piovana, uno da 2 ed uno da 8 m3; sono installati dall’origine della Missione e speriamo non si lascino andare nel muoverli; gli uomini del villaggio riescono a muoverli, sollevarli e metterli sul camion e li predisponiamo al cantiere del bacino.
Il camion comincia a posizionare legname e acciaio di armatura al bacino.
Il tubo alla sorgente è posizionato; domani proveremo a tappare i tubi di scarico predisposti nel cassone e speriamo che il livello della sorgente si innalzi al livello del tubo.

Sabato 16 agosto
I muratori sono tutti al bacino di distribuzione a disporre il ferro della fondazione.
Installiamo la pompa ed il camion comincia a fare viaggi per approvvigionare acqua per la costruzione del bacino; per portare 2 m3 ci vogliono 3 h.
Brutte notizie alla sorgente: proviamo la risalita del livello ed accade che l’acqua scavi al di sotto della fondazione; dovremo costruire un ulteriore manufatto di imbocco del tubo più in basso e riposare più in basso la tubazione con la difficoltà che lo scavo si riempie di acqua.
Quanto meno alla sera siamo riusciti a riempire tutto il volume di acqua nei tank predisposti; domani vorremmo gettare il cls e prevediamo ci servano ulteriori 2 m3: domattina scenderemo presto per caricare un ultimo viaggio di acqua.
Scenderemo con la jeep e con il camion; il camion risalirà con l’acqua mentre la jeep trascinerà l’ultima betoniera rimasta al piazzale del pompaggio ed il gruppo elettrogeno.
Il camion sta provvedendo a distribuire i tubi sui tracciati ed a trasportare la ghiaia e la sabbia al bacino; tutto va fatto a mano per cui i tempi sono lunghi.

Domenica 17 agosto
Alle 5.30 non è ancora chiaro e già siamo al pompaggio per riempire il tank sul camion di acqua. La jeep porta al bacino la betoniera.
Intanto col gruppo elettrogeno carichiamo l’acqua sul camion che può partire.
Con la jeep ci rimane di portare al bacino il gruppo elettrogeno ma la jeep non ce la fa; sono ormai le 8.00 e, vedendo il ritardo, da su ci mandano il camion che trascinerà jeep e generatore. Volevamo iniziare il getto alle 7:00 e invece non riusciamo a cominciare prima delle 8:30.
Il getto comunque riusciamo a finirlo nel 1° pomeriggio.
L’idrualico continua la posa dei tubi nel villaggio.
La nota negativa è che non abbiamo le idee chiare su che fare alla sorgente; elevarne il livello lo riteniamo ormai non fattibile, dobbiamo pensare ad un nuovo manufatto, che non avevamo previsto, che dovrà comunque funzionare in modo da evitare di perdere la sorgente, e dovremo pertanto abbassare il tubo verso il pompaggio, cosa che sappiamo essere difficoltosa; inoltre mancano ormai pochi giorni alla partenza di alcuni di noi.
Franco ci dà la buona notizia che la prima settimana di settembre verrà a TMK per aiutarci un giovane ingegnere italiano che sa anche lavorare come muratore ed idraulico e che potrà restare anche 3 settimane.

Lunedì 18 agosto
Al bacino procediamo con l’armatura delle parati e la predisposizone della rampa per il getto; i ns muratori sanno cosa fare ed il lavoro procede speditamente.
Con 50 uomini alla sorgnete proviamo a scavare per abbassare il tubo ma non ce la facciamo; stabiliamo di raddoppiarli l’indomani.
Nel frattempo gli uomini trasportano a carriole ghiaia e sabbia dal piazzale alla sorgente per realizzare di materassi filtranti che predisponiamo attorno al basamento del manufatto di presa per proteggera la venuta dalle infiltrazioni dei versanti.
Nel frattempo con Franco costruiamo un manufatto prefabbricato in cls che speriamo di poter calare al di sotto delle venute dai tubi e dal terreno e di raccordare al tubo.
Le forze devono comunque rimanere concentrate sul bacino in quanto dobbiamo finire il grosso dei getti prima che rimangano soli Riccardo e Franco.
Il camion deve distribuire i tubi e garantire la ghiaia e la sabbia al bacino; domani dovrà approvvigionare l’acqua per il getto che prevediamo il 20.

Martedì 19 agosto
Il camion comincia il suo andirivieni dalla sorgente al bacino per l’acqua.
Con circa 100 uomini siamo alla sorgente; Suor Chiarlotte sarà con noi per tutto il tempo in quanto gli uomini vanno sostenuti; il lavoro presenta infatti difficoltà tali che ci si può demotivare; i meno convinti inizierebbero poi a dire la loro e tanti saluti.
Dalle 8:30 alle 12:000 è un continuo scavare nel fango ma il lavoro non esce bene: il tubo risale nel primo tratto in modo evidente. Gli uomini sono veramente abbattuti e discutono tra gruppi con diverse convinzioni.
Si discute sulla possibilità di realizzare lo scavo sfruttando l’acqua della sorgente; deviandola nello scavo essa porterebbe a valle il fango e gli uomini con le mani scaverebbero sotto il tubo. Decidiamo di rimandare al pomeriggio e saliamo a mangiare; anche gli uomini si fermano per mangiare e riposare.
Al ritorno troviamo la sorpresa che gli uomini hanno da soli dato il via all’operazione di deviazione della sorgente e sono tutti eccitati; lo scavo è ormai quasi buono; insistiamo ancora qualche ora e lasciamo il tubo così com’è anche se c’è ancora una piccola contropendenza.
Il camion è riuscito ad approvvigionare l’acqua e i materiali necessari per il getto al bacino.

Mercoledì 20 agosto
110 uomini organizzati in 2 squadre che si alternano ogni circa 2 ore riescono a realizzare il getto dalle 7 alle 16; sono circa 30 m3 di cls.
Alla sorgente proviamo a vedere la funzionalità del tubo come posato; tamponiamo con terra e argilla alla meglio il ruscello che scarica la sorgente e rendiamo operativo il tubo; in prossimità del pompaggio riusciamo a misurare circa 10 l/s; siamo soddisfatti.
L’acqua è adesso disponibile dal tubo ad una altezza che consente facilmente il riempimento dei contenitori; il getto è talmente forte che gli uomini vi si lavano con estrema gioia.
Possiamo lasciare le cose in questo modo almeno la gente potrà venire a prendersi l’acqua e lavarsi con maggior comodità.

Giovedì 21 agosto
Il mattino si disarma il bacino; il getto alla vista è buono.
Ormai dobbiamo partire in 4 pertanto dobbiamo inventariare tutto per procurare in Italia quanto manchi.

Venerdì 22 agosto
Partiamo da TMK alle 11:00.
A Moluma saliamo su una jeep di Mosango; verranno con noi 2 suore; suor Beatrice è malata ed ha bisogno di cure all’ospedale di Kingasani.
Rimarranno Franco e Riccardo che provvederanno al getto della soletta del bacino ed alla costruzione dei muri e delle strutture del fotovoltaico.
La jeep ha qualche problema e infatti alle 15.15, dopo esserci fermati a Lonzo per il pranzo, dopo circa 2 km sulla route 1 è costretta a fermarsi.
Scendiamo, la spingiamo il più in parte possibile. Il telefono prende e proviamo a contattare Kingasani da cui ci rassicurano che ci manderanno qualcuno a prenderci; l’indomani abbiamo il volo e non vorremmo perderlo.
Dobbiamo predisporre una minima segnaletica per evitare incidenti e ci scopriamo a fare come i congolesi: raccogliamo degli arbusti e li posiamo sulla strada a monte e valle della jeep.
Chi passa ci osserva incantato: non capita tutti i giorni di vedere dei bianchi appiedati lontani dai villaggi.
Siamo a qualche km da Lonzo in una conca; qualcuno di noi si dirige a piedi in sommità per vedere la distanza dal villaggio; se non fosse troppo distante potremmo tornare a piedi a Lonzo ma suor Beatrice non può farcela.
Arriva il buio; passa una jeep con un medico che riconosce suor Beatrice; si ferma e si offre di accompagnarci a Lonzo; rimanere al buoi lì potrebbe essere pericoloso; accettiamo.
A Lonzo ci ospitano le suore Adoratrici di Rivolta d’Adda, ci danno ristoro.
Parliamo a lungo con suor Saula, una valtellinese da parecchi anni in Congo e scopriamo che suor Beatrice venne a Villongo negli anni ’80 accompagnando suor Gesuelda: il mondo è veramente piccolo.
Alle 21.45 arriva la jeep da Kinshasa; all’1 saremo a Kingasani.

Settembre 2014

Abbiamo lasciato a TMK Franco e Riccardo che intendono rimanere sino al termine dei lavori. L’ultimo container non è ancora arrivato a Moluma.
Durante la nostra assenza essi cercheranno di realizzare la copertura del bacino, di rivestirlo con la malta impermeabilizzante, di finire tutti gli altri manufatti, installarvi porte e finestre, predisporre recinzione, locale e fondazioni per il fotovoltaico e montarlo e predisporre le fondazioni delle fontane.
Noi nel frattempo dovremo organizzare il ritorno con l’idraulico e l’elettricista.
Sul 3° container ci sono ancora diversi tubi pertanto al ritorno, oltre alla parte elettrica e meccanica, dovremo ancora posare tubazioni.

L’amico di Franco è un giovane ingegnere di nome Mirco che incontriamo in Italia; il 3 settembre è deciso a partire ed a rimanervi sino al 23; è in grado di aiutare i muratori ma anche di saldare il polietilene; è una risorsa inattesa che si rivelerà decisiva.
Partiremo il 19 settembre in 4 di cui 1 idraulico e speriamo di finire per la fine del mese.

Mirco è partito il 3 settembre.
L’ultimo container è arrivato a TMK il ??.
Fanno l’inventario di tutto quanto sia effettivamente arrivato e ce lo comunicano con sms e telefonate.
Riescono a finire il bacino, a montare i serramenti, a posare le guaine in copertura e la malta impermeabile e ultimano la posa di tutte le tubazioni; montano il fotovoltaico e realizzano le fondazioni delle fontane.

Nel frattempo ci procuriamo gli ultimi materiali ed organizziamo i bagagli: siamo in 4 con 2 bagagli extra ciascuno poiché sono ancora diverse le cose che mancano; è particolarmente ingombrante la serie di pannelli di alluminio ad incastro che Sergio ha fatto costruire per realizzare la presa bassa della sorgente; sono invece parecchio pesanti i pezzi speciali di acciaio e polietilene per essere sicuri che non ci manchi nulla.

Venerdì 19 settembre

Partiamo da Malpensa via Istanbul.

A Malpensa dubitano della correttezza del visto dei 2 che vi erano già stati ad agosto e non vogliono imbarcarci; li convinciamo a farci almeno il biglietto per Istanbul e là, semplicemente uscendo e rientrando dall’aereoporto, otteniamo l’imbarco; evitiamo di ripetere i commenti sulla burocrazia europea e italiana.

Sabato 20 settembre
Partiamo da Kingasani alle 8.00 e giungiamo a TMK alle 15:30.
Insieme a noi l’elettricista di Kingasani Papà Ali, un omone che si rivelerà molto affidabile e leader con gli uomini del villaggio.
Si vede che Riccardo e Franco non vedono l’ora di tornare a casa; Mirco è stato positivo per loro anche dal punto di vista psicologico.
C’è tempo solo per una visita alla sorgente.
La sera una lunga chiacchierata per fare il punto e organizzare il lavoro rimanente.

Domenica 21 settembre
Abdou è un ragazzo di quasi 30 anni che ha delle basi di elettrotecnica e meccanica ed alla Missione sovrintende alle manutenzioni del generatore, dei frigoriferi a gasolio, delle batterie.
Papà Lechi è stato insegnante di elettrotecnica di Abdou; sapendo del progetto è venuto ad aiutarci; in cambio avrà ospitalità dalle Suore.
Loro ed Alì sono il nostro braccio per la parte elettromeccanica.
Al mattino analizziamo gli schemi elettrici e le varie apparecchiature; programmiamo il lavoro.
Gli elettricisti posano i cavi ed il quadro al fotovoltaico.
Paolo e Riccardo con i loro aiutanti preparano le apparecchiature del pompaggio.
Alle 10 un forte temporale ferma il lavoro per tutta la mattina.
Al pomeriggio piove ancora e ne approfittiamo per continuare a preparare i materiali al coperto.
Al villaggio ci organizziamo per completare le fontane.

Lunedì 22 settembre
E’ una bella giornata.
Portiamo al locale di pompaggio tutti i materiali e portiamo la tubazione di pompaggio all’interno del locale.
E a fine mattinata riescono a collegare la sorgente alla vaschetta del pompaggio.
Nel frattempo gli elettricisti posano le guaine ed i cavi dal pompaggio al fotovoltaico.
Alla sorgente Sergio e Claudio dirigono i lavori al manufatto di presa; posano le piastre di alluminio predisposte da Sergio; al pomeriggio il collegamento col tubo funziona, l’acqua arriva al locale di pompaggio ma una parte importante sfiora ancora mentre ci aspettavamo che la tubazione riuscisse a fare di meglio: ipotizziamo che il tubo abbia delle contropendenze o che nono riesca a sfiatare correttamente l’aria. Facciamo saltare una ventina di uomini sul tubo e notiamo che sfiata aria all’imbocco e che aumenta la portata di acqua che riusciamo a portare al pompaggio.
Posiamo i cavi al fotovoltaico e la linea dal fotovoltaico al pompaggio e l’impianto di terra; non siamo riusciti a portare dall’Italia un cavo di terra in rame nudo ed abbiamo solo cavi con guaina; potremmo sguainarli ma fortunatamente Abdou ci segnala che alla Missione giace inutilizzato un cavo in rame nudo che fa per noi; tra l’altro i fulmini qui sono importanti e la terra è pertanto fondamentale. A sera è rinterrato anche lo scavo: vogliamo infatti evitare che un temporale ci metta a nudo i tubi.
Franco al villaggio con Mirco collegano le fontane alle tubazioni.
La sera a cena le suore salutano alla loro maniera Mirco che l’indomani tornerà a kingasani e poi in Italia.

Martedì 23 settembre
Il pompaggio viene montato.
Nel locale installiamo i quadri elettrici.
Alla sorgente rileviamo il livello altimetrico dei primi 40 m di tubo che ci paiono in contropendenza; tra 20 e 30 m di distanza dall’imbocco abbiamo un innalzamento di qualche cm rispetto all’imbocco; decidiamo un piccolo foro di aerazione nella parte sommitale ed il risultato è positivo perché se ne esce tutta l’aria che frena il moto e la tubazione si beve tutta la portata della sorgente; è un esultanza con i congolesi.
Continuano i lavori al villaggio con le fontane.

Mercoledì 24 settembre
Misuriamo la tensione a un pannello a circuito aperto: 53 V contro i 60 attesi; è un problema in quanto l’inverter è stato programmato con i dati nominali; sentiamo in Italia l’ing. Andrea che ci ha programmato l’inverter.
Colleghiamo tutto l’impianto elettrico.
Alle 15.45 attacchiamo i motori; le pompe partono ma il sistema non tiene; è effettivamente una questione di voltaggio.
Vassalli ci comunica che non si può modificare la programmazione dell’inverter pena la non funzionalità del sistema; dobbiamo aumentare la tensione; fortunatamente abbiamo ancora 8 pannelli che volevamo tenere per scorta e li metteremo in serie alle 8 stringhe con cui è organizzato l’impianto.
Alle 16 decidiamo che vanno installati entro la sera in quanto l’indomani vorremmo provare a pompare; il tempo stringe.
Siamo tutti d’accordo con i congolesi in testa; alle 18.00 è buio ma siamo al fotovoltaico con i pannelli, le strutture da montare e 2 fari collegati al gruppo elettrogeno per vederci; è un lavoro frenetico ma fila liscio ed alle 21 abbiamo finito; speriamo vada tutto bene.

Giovedì 25 settembre
La notte c’è stato un temporale tremendo con fulmini micidiali; speriamo che le apparecchiature li sopportino.
Rasserena e speriamo di poter vedere attivo l’impianto.
L’aggiunta degli 8 pannelli è sufficiente; l’impianto funziona; tuttavia il sole va e viene per cui non siamo in grado di testare la potenzialità massima.
Iniziamo a riempire l’1,8 km di tubo di pompaggio; verso mezzogiorno l’acqua comincia ad arrivare al bacino; la rete di distribuzione non è alimentata ed alle 16 abbiamo circa 35 m3 di acqua nel bacino ma l’inverter va in allarme; registriamo i parametri perché dovremo parlarne con Andrea. Sul pompaggio, nel locale, c’è una piccola perdita.
Gli elettricisti ultimano i loro lavori; realizzano dei parafulmine secondo le modalità qui in uso; una sorta di strutture ad ombrello ad ogni angolo del perimetro del fotovoltaico.

Venerdì 26 settembre
La sera abbiamo concordato con Andrea alcune modifiche ai parametri di taratura dell’inverter per evitare il problema dell’allarme.
Il cielo non è completamente sereno: il pompaggio funziona ma non riesce a durare per tutto il tempo; in ogni caso riusciamo a pompare circa 55 m3 ed alle 14:30 viene aperta la saracinesca quando conteneva 85 m3. Verso le 16.30 dopo vari tentativi di partire il sistema va di nuovo in allarme; la nuova taratura non ha risolto questo problema; poco male, decidiamo di sconnetterlo comunque la sera e la cosa potrebbe essere buona anche per la protezione contro i fulmini. Decidiamo di riparare la perdita sostituendo il tratto al pompaggio e lo faremo domattina presto; il fotovoltaico non riesce a far partire il pompaggio prima delle 8.30-9.00 pertanto abbiamo almeno 2-3 h di luce per lavorare.
Alla sorgente il lavoro è ormai finito e gli uomini stanno rinterrando e livellando la terra.
Dal pomeriggio sino a sera hanno avuto acqua alle fontane del villaggio.
Non abbiamo ancora collegato gli impianti alla Missione per cui la festa non è completa.

Sabato 27 settembre
Sostituiamo il tratto con la perdita.
Alle 8.40 l’inverter riesce ad avviare le pompe; è un po’ nuvolo ma riusciamo a pompare circa 55 m3 sino alle 16 quando stacchiamo l’interruttore.
Al villaggio c’è acqua tutto il giorno.
Riusciamo a collegare anche la Missione; possiamo dire che il lavoro sia finito.

Domenica 28 settembre
Partiamo da Tumikia per il ritorno in Italia.

Partecipanti
Suor Pieradele delle Poverelle 76 anni da Mairano (BS)
Suor Adolphine 50 anni congolese delle Poverelle
Suor Charlotte 52 anni congolese delle Poverelle
Sergio 65 anni imprenditore settore serramenti
Paolo 35 anni imprenditore idraulico
Claudio 48 anni imprenditore settore sociale agricolo
Fabrizio 50 anni ingegnere libero professionista
Piero 68 anni ingegnere chimico in pensione
Riccardo 62 anni muratore in pensione
Franco 70 anni muratore in pensione volontario da diversi anni in Africa e America del Sud con il Green
Giuseppe 43 anni muratore
Giuseppe 51 anni idraulico
Mirco 27 anni ingegnere dipendente
Andrea 43 anni ingegnere imprenditore settore pozzi per acqua
Paolo 35 anni geometra libero professionista
Flavio 35 anni architetto libero professionista
Don Giuliano e i ragazzi dell’oratorio di Trescore
Papà Alì 50 anni elettricista delle Suore a Kingasani
Papà Lechi XX anni insegnate di elettrotecnica a Kikwit
Abdou 28 anni manutentore missione TMK
Papà Passì 50 anni lavorante delle suore a TMK
Papà Faustin 52 anni chaffeur delle suore a TMK
Tutte le suore congolesi di TMK (Marie Luise, Mireille etc)
I ragazzi congolesi (Dà, Papì ,etc.)
Gli uomini congolesi (papà Gabì, papà Adolph, papà Josè, etc.)

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Mbote Papa ONLUS
Adrada S. Martino (BG)

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