Acquedotto di Tumikia
Cronaca anno 2016

Viaggio Agosto 2016

 

Obbiettivi del viaggio:

– riparazione perdita al pompaggio;

– rilievi ai vicini villaggi per ampliamento acquedotto

– rilievo impianti elettrici;

– rilievo servizi igienici alle scuole.

Febbraio 2017

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Una delle due case dei guardiani al fotovoltaico

31/7/2016
Partiamo alle 8.30 dalla Missione di Kingasani.
Con noi viene Sr Lea.
Autista: papà Edì
Pausa al km 281, qualche km dopo Kenge, a quota 500 mslm.
Arriviamo a Tumikia alle 15.00.
Accoglienza festosa: rami di palma ai lati della strada, donne e bambini alla Missione con canti e fiori e stringi mani.
Sr Adele ci ha preparato delle fette di ananas e il caffè.
Ritroviamo sr Beatrice; avevamo fatto con lei i viaggio di ritorno a Kingasani ad agosto 2014 dove si recava per cure mediche.
Sr Mireille è stata trasferita.
Abdou, papà Passi e papà Faustin preparano la jeep con generatore e saldatrice perché, prima che faccia buio, vogliamo provare a risaldare la sella che perde.
Le case dei guardiani al fotovoltaico non sono ancora ultimate.
La saldatura non va; rimandiamo la riparazione all’indomani.
Papà Josè è stato assunto dalla Missione; sr Charlotte ha apprezzato il fatto che sia stato tra i pochi del villaggio ad aver lavorato a seguito della frana alla sorgente del novembre 2014 oltre all’impegno ed alla perizia dimostrati durante i lavori del 2014.

1/8/2016
Scendiamo alle 6.00 al pompaggio.
Risaldiamo ma non tiene.
Decidiamo di pompare comunque con la perdita per tutto il giorno in quanto l’acqua al villaggio manca da oltre 1 settimana.
Al termine del pompaggio (circa le 15:30) verremo a smontare il tutto ed a ricostruire.

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Particolare dell’intonaco in argilla; da una parte ancora da lisciare

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Il corridoio che porta alle stanze

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Particolare del tetto; è previsto un controsoffitto

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L’altra casa dei guardiani; i cumuli di terra argillosa vengono prelevati dalla scarpata del piazzale al pompaggio

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Alle 9:15 il pompaggio tiene a 40 Hz (2320 g/’) con una portata di circa 9 m3/h

Alle 9:30 (ora foto) il pompaggio è attivo a 41 Hz (2400 g/’) con una portata superiore di qualche decimale.

Circa alle 10 il manometro raggiunge la pressione massima di 168 m pertanto l’acqua entra al bacino; per 45’ pertanto il pompaggio ha riempito la tubazione svuotata dal rubinetto alla casa dei guardiani; circa 7 m3 è il volume con cui si è riempita la tubazione.

Alle 10:00 risaliamo e la frequenza è 42 Hz con una portata di circa 10 m3/h.

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La perdita

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Da sx: la gamba sx del figlio di Papà Passì, Abdou, papà Faustin (l’autista) e papà Passì; sono le 9:10; stiamo attendendo che il pompaggio rimanga attivo per risalire.

Il troncone di tubo in mezzo alla scena è ancora quello sostituito ad agosto 2015.

Alle 15:45, quando riscendiamo il pompaggio non si mantiene pertanto spegniamo e ci accingiamo alla sostituzione dei pezzi.
Con la preparazione dei pezzi commettiamo un errore ma siamo fortunati perché possiamo risolverlo con un manicotto rimasto ancora a disposizione dall’agosto 2014; è comunque buio e decidiamo di ultimare la riparazione l’indomani mattina.
Al mattino il serbatoio era a 20 m3 e quando risaliamo che è buio è 65 m3; il pompaggio ha pertanto fornito 45 m3 + 7 m3 nel tubo in circa 5,5-6 h; è una media di circa 9 m3/h. Sono volumi molto migliori di quelli riscontrati nell’agosto 2015, praticamente doppi.
Effettivamente il cielo è più terso di quello che ricordiamo dello scorso anno; ed era lo stesso periodo (i primi giorni di agosto).

2/8/2016
Alle 6:15 siamo al pompaggio ed iniziamo la riparazione.
Durante il lavoro si discute di stipendi: papà Passi (dipendente della Missione di Tumikia) guadagna 1 dollaro/giorno mentre papà Edì (dipendente della Missione di Kingasani e che quindi vive alla capitale) guadagna 6 dollari/giorno.
Alle 10:45 riusciamo a ripartire col pompaggio intorno a 43 Hz.
Alle 14:30 al serbatoio sono 95 m3; in 3,75 h sono saliti 30 m3 pari a 8 m3/h; è un po’ meno di ieri ma meglio dell’agosto 2015.
Alle 15:00 aprono le fontane.

Il pomeriggio effettuiamo rilievi sull’impianto elettrico alla Missione e verso le 15:30 ci rechiamo a Sakambanza, dove gli abitanti si sono posati un piccolo tubo che alimenta l’unica fontana del villaggio.
1 h più tardi andiamo a Mabanfu; qui siamo a SW del pompaggio e ci si presenta una più ampia visione del paesaggio che cerchiamo di restituire con le fotografie di seguito.

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Una carta esposta all’Ospedale di Tumikia dove sono riportati i villaggi che fanno capo al centro sanitario di Tumikia, le scuole, le riviere più importanti, e le strade suddivise per tipologia di percorribilità (moto, piedi).

Moluma è il villaggio dove c’è la Route 1.

A Tumikia si riconoscono le scuole:

– liceo Kutomisa (scuola femminile da 12 a 17 anni; mediamente 300 alunne di cui 250 restano a dormire; provenienza anche da centinaia di km di distanza – gli emigrati nelle città come Kenge, Kikwit, Masi Manimba e Kinshsasa vi mandano le loro figlie) gestita dalle Suore; il 10% delle alunne mangia cibi preparati dalla Missione mentre il resto si arrangia comprando dalle donne del villaggio;

– l’Institute Tecnique (scuola mista da 12 a 17 anni; mediamente 500 alunni-e di cui 300 restano a dormire; provenienza da decine di km di distanza) gestito dallo Stato;

– Scuola primaria Kikesa (scuola mista da 6 a 11 anni; mediamente 300 alunni provenienti dal villaggio di Tumikia) gestita dallo Stato.

Altre scuole primarie dello Stato si hanno a Sakambanza, Kimbdandangingi, Kingafioti (dove la luce rompe l’immagine) Kinzuku e Kisala.

Un Institute Tecnique si ha anche a Kinzuku pertanto sono 2 scuole superiori statali su circa 8×8 km2.

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Il censimento degli abitanti dell’Area de Santè che viene regolarmente tenuto dall’ospedale.

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Siamo tra Mabanfu e Kimbandangingi sul versante meridionale della vallata della nostra sorgente.

Al centro della foto si vede la strada che scende dal campo fotovoltaico alla maison del pompaggio; si vedono i tetti in lamiera delle case in costruzione dei guardiani e la strada che sale a destra.

Il crinale alberato in alto è il villaggio di Tumikia.

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Un campo visivo più ampio.

Il serbatoio di distribuzione è in prossimità degli ultimi alberi a dx in alto.

La sorgente è posta ai piedi della foresta a dx della casa di pompaggio (macchia più verde).

Il villaggio di Sakambanza sorge sul colle in alto a sx.

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La strada dal fotovoltaico al pompaggio; si vede il tetto della casa del pompaggio e la foresta della sorgente; la macchia più chiara sopra la foresta è la nicchia del fronte di frana che è scivolato sopra i manufatti della sorgente a novembre 2014.

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Il campo visivo si sposta verso Est e mostra la sommità del colle attorno al quale si snoda la pista che congiunge Tumikia con Kimbandangingi.

Qui il telefono prende la linea perfettamente e ci giunge anche la posta elettronica.

Abbiamo chiesto agli abitanti di Mabanfu che ci accompagnavano il nome del colle; la domanda li ha sorpresi e la risposta è che non danno nomi ai colli.

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Il campo visiso si sposta verso SudEst e mostra la pista che congiunge Tumikia con Kimbandangingi

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Campo visivo verso il crinale di Mabanfu a Ovest.

Sono le 17.30 e torniamo alla jeep; si riconoscono a dx papaà Passì e sr Charlotte e in centro Sergio.

Ci accompagnano ragazzi di Mabanfu.

Mentre scattiamo queste foto, notiamo una jeep che scende al pompaggio.
Sr. Charlotte è preoccupata perché gli ordini sono che l’accesso al fotovoltaico ed al pompaggio sia vietato ad estranei; si deve infatti sapere che lo scorso anno lo Stato si è presentato da Sr Charlotte chiedendo tasse per la produzione elettrica; la Sr ha reagito con durezza e sinora essi non si son più presentati.
Ritorniamo a Tumikia e mentre noi ci rechiamo a piedi sr Charlotte scende con la jeep al fotovoltaico.
E’ ormai quasi buio.
I visitatori sono dei francesi accompagnati da un padre gesuita; devono realizzare un lavoro simile a circa 40 km di distanza e volevano semplicemente visitare l’acquedotto; è una bella coincidenza che noi si sia lì pertanto ne approfittano per chiederci ogni informazione. Siamo tuttora in contatto e sono orientati sulla medesima tipologia di soluzione.

3/8/2016
Al mattino visitiamo l’ospedale con Sr Germaine, medico chirurgo.
L’Ospedale ha un reparto Maternità, un Pronto Soccorso dove si effettuano disinfezioni e cuciture tagli, un reparto dove si curano la Malaria, anche con trasfusioni, ed il Tifo, una Farmacia e un Laboratorio di analisi.
Ci mostra le situazioni da migliorare.
Mosango è l’ospedale principale della Zona di Sanità a cui appartiene Tumikia e dista da questa circa 30 km dei quali 11 di pista; è già accaduto che partorienti con complicazioni non siano giunte in tempo a Mosango pertanto è da considerare la possibilità di predisporre a Tumikia una sala operatoria per i cesarei.
Gli impianti idrici sono da rifare; risalgono alla costruzione degli anni ’50; sono stati collegati al nuovo acquedotto ma le perdite sono importanti pertanto oggi l’ospedale ha acqua tramite la fontana esterna.
L’illuminazione è fornita da lampade collegate a pannelli fotovoltaici; la potenza disponibile è poca e le lampade si rompono spesso; nella Sala Parto vi è una sola lampada; l’illuminazione è garantita a sufficienza solo quando funziona il generatore della Missione.
Occorre una stanza refrigerata per i farmaci.

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La sala parto

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Ancora la sala parto

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Il cortile della Maternità; a dx i locali della sala di attesa e della sala da parto; innanzi le 2 stanze delle pazienti.

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Il retro della Maternità con 2 WC, la vasca per il lavaggio biancheria e la cisterna di raccolta delle acque piovane e la vasca per

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Ala dell’Ospedale con la farmacia, 2 camere per i pazienti, il locale infermeria e la sala trasfusioni

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Interno di una delle camere

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Un’altra camera; una colomba nel corridoio

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I padiglioni che in passato erano il reparto Malnutriti; a sx i locali sono utilizzati per il deposito del legname da carpenteria e del ferrto lasciato con i lavori del 2014; a dx i locali sono inutilizzati.

Oltre a dx si ha il padiglione con il laboratorio di analisi.

Seduti sr Germaine e Sergio.

Di seguito visitiamo il Liceo Kutomisa con sr ???? che vi insegna Matematica e Fisica.

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Il cortile interno: a dx (lato Ovest) e sullo sfondo (lato Sud) le aule

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A sx (lato Est) i dormitori delle femmine; a dx (lato Sud) le aule

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Sr ??? appoggiata alla parete dei dormitori e una bidella

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Dormitorio femmine: letti a castello in muratura verniciata; sono stati realizzati da poco con l’idea che possano garantire maggior pulizia.

Ogni letto ha la propria zanzariera; le alunne si ammalano mediamente 1 volta l’anno di malaria.

Prima di pranzo ci rechiamo a Kimbambangingi.
Il pomeriggio continuiamo il rilievo degli impianti elettrici.

Domani lasceremo Tumikia; la sera facciamo il punto della situazione con sr Charlotte.
Individuiamo le opere di cui vorremmo occuparci:
– collegamento internet alla Missione per facilitare i contatti; la rete telefonica è problematica e capirsi al telefono non è facile;
– energia elettrica da fotovoltaico alla Missione per limitare l’uso del generatore; la spesa di gasolio risparmiata libererà risorse per altre attività;
– impianti elettrici ospedale;
– ristrutturazione dei servizi igienici e delle docce alle scuole ed all’ospedale;
– ampliamento dell’acquedotto ai vicini villaggi di Sakambanza (in parte già servito), Mabanfu e Kimbambangingi; occorrerà potenziare il pompaggio ed il fotovoltaico;
– varie inerenti la ristrutturazione dei fabbricati della Missione, delle scuole e dell’ospedale.
In merito all’ampliamento dell’acquedotto ed al fotovoltaico sr Charlotte approfondirà in merito a permessi ed accordi con lo Stato per non avere sorprese tipo la richiesta di pagare tasse sulla produzione elettrica.

La sera a cena salutiamo le suore; l’indomani verranno con noi fino a Moluma 2 aspiranti che lasciano Tumikia per recarsi a Lusanga.

4/8/2016
Dopo colazione partiamo con papà Edì, sr Lea e le 2 aspiranti.
Alle 6:40 siamo a Moluma; scendono le 2 aspiranti che si recheranno a Lusanga (circa 50 km oltre Kikwit che è a circa 110 km da Moluma) con un taxi.
Non partiranno fino a che il taxi non sarà stato riempito con almeno 7 persone oltre l’autista; il taxi è un’auto normale che verrà occupata da 5 persone dietro e 3 davanti e che verrà caricata di bagagli fino all’inverosimile.
Potrebbero dover aspettare anche sino a domani; sono 2 ragazze adolescenti.
Sergio si preoccupa e chiede a sr Lea di contrattare con il taxista in modo che partano subito anche con solo le 2 aspiranti; si paga il viaggio per 7 persone (3500 FC a persona) e il taxista promette che rispetterà gli accordi.
Se il viaggio sarà in orario ci fermeremo a mangiare a mezzogiorno alla fattoria di Bateke nel plateau omonimo.
Ci arriviamo proprio verso mezzogiorno.
Qui le Poverelle sono insediate dal 2008; su un terreno di circa 700 ettari allevano una mandria di circa 300 capi di bestiame da carne. La fattoria è prossima ad un lago naturale, presso che circolare, di diametro circa 700 m.
Sono state realizzate delle vasche per la pesci-cultura al momento non utilizzare.
Vi hanno piantato manioco, arachidi, palme per l’olio, piante da frutta, piante da legno.
Uno degli obbiettivi della fattoria è garantire alle sorelle africane un mezzo di sostentamento che continui nel tempo anche quando gli aiuti dall’Italia dovessero venir meno.
L’abitazione delle suore è realizzata all’interno di “containers” adattati con porte, finestre ed arredi.

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La freccia indica la localizzazione della fattoria.

A sx il Pool Malebo e Kinshasa e il fiume Congo.

Si noti da dx a sx l’aumento di densità dei corsi d’acqua; dalle pianure (plateau di bateke) si passa ad un territorio più collinare per l’erosione dai corsi d’acqua; a dx dell’incrocio tra le route 1 e 17 si ha il fiume Kwango, limite orientale del plateau di Bateke.

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Il cerchio nella parte alta centrale è il lago su cui si situa la fattoria di Bateke.

La curvatura della route 1 coincide con il ponte May Ndombe. A dx il fiume in prossimità di Bankana.

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Il lago della fattoria di Bateke.

Il lago è affioramento di falda; a sudovest si sviluppa il suo emissario (fascia verde più scuro) che scorre verso sudet e poi vira a 90° a nord per scaricarsi nel fiume di Bankana, diretto al fiume Congo.

Il lago è circa a 650 mslm ed è posto nella parte più elevata del plateau; intorno si discende verso gli avvallamenti dei fiumi.

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A sudovest del lago la fattoria di Bateke e l’emissario. A nordovest un altro lago simile ora asciutto.

E’ particolare la forma assunta dal lago tanto da sembrare artificiale; non si è riusciti ad avere informazioni riguardo alla sua origine.

Un ipotesi potrebbe essere che i terreni del pianoro siano fini, se non addirittura con base rocciosa impermeabile prossima al piano campagna, e tutto quel che vi piove se ne va via lentamente tramite l’emissario; ad ogni stagione delle piogge il sistema si riempie per svuotarsi in quella secca con questa che non è mai lunga a sufficienza da svuotare il sistema.

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Le mucche

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Distillazione della grappa di manioco

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La suora veterinaria e il tornello per lavaggio e vaccinazioni dei bovini

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Il lago

Mbote Papa ONLUS
Adrada S. Martino (BG)

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