Acquedotto di Tumikia
Cronaca anno 2017

Dopo il viaggio di agosto 2016 si è:

– predisposto lo studio di fattibilità ampliamento acquedotto ai 3 villaggi di Sakambanza, Kimbanbangingi e Mabanfu;

– predisposto il progetto alimentazione elettrica Missione con impianto fotovoltaico;

– steso le planimetrie e sezioni dei fabbricati della Missione.

 

 

Si è deciso di ritornare a Tumikia alla prima settimana di agosto; si partirà il 28/7.

 

A giugno 2017, Sr. Adele e Sr. Anna Maria sono venute in Italia:

– Sr. Anna Maria ci chiede di trovare una soluzione per la Casa delle Postulanti di Montgafula che non ha acqua; Montgafula è vicina a Kinshasa a circa 25 km da Kingasani;

– Sr. Adele doveva scendere a luglio ma è costretta a rimandare per necessità di cure mediche pertanto non la incontreremo a Tumikia ad Agosto.

Novembre 2017

6/7/2017
Sr Charlotte ci scrive chiedendoci di procurare dei manicotti per riparare il tubo per Sakambanza.

15/7/2017

Sr Charlotte ci avverte che al pompaggio si è determinata nuovamente una perdita ; ormai è una abitudine che ogni agosto si debba effettuare una riparazione.

Ci inviano via WathsApp alcune fotografie; ne valutiamo che è il caso di ricostruire tutto un pezzo in acciaio.

Chiediamo che verifichino alcune misure e Paolo prepara tutti i pezzi.

21/7/2017

Sr Charlotte ci informa della morte di sua madre; non riuscirà ad essere con noi a Tumikia.

Con Tumikia non si riesce ad utilizzare la posta elettronica; è possibile solo sentirsi al telefono ed inviarsi sms. Per inviarsi disegni e fotografie,, è necessario che da Tumikia ci si rechi a Moluma, il villaggio sulla Route 1 da cui devia la pista per Tumikia.

Un ulteriore obbiettivo che intendiamo darci è pertanto quello di poter utilizzare internet anche a Tumikia.

Gli obbiettivi del viaggio di agosto sono:

• a Tumikia

– eliminazione perdita al pompaggio;

– rilievi dei fabbricati e degli impianti elettrici;

• a Kingasani

– valutazione della possibilità di approvvigionare con acqua delle case di Montgafula e Kikoti.

28/7/2017

Partiamo da Linate al mattino via Bruxelles con tappa a Douala.

I pezzi necessari per le riparazioni sono pesanti e le suore ci hanno chiesto di portare 2 loro valige; siamo in 4 e ci presentiamo al check – in con 4 delle 8 valige da stiva oltre il peso consentito di 23 kg di cui una oltre 32 kg; 2 bagagli a mano inoltre sono troppo oltre i 12 kg per cui li dovranno stivare; non abbiamo avuto il tempo di informare la compagnia per cui ci aspettiamo una spesa aggiuntiva che l’addetto ci condona visto che siamo volontari.

Nei 4 c’è un nuovo amico: Piero, avvocato di 50 anni, oltre a Fabrizio, Sergio e Paolo.

Al check – in troviamo 2 suore delle Poverelle dirette in Malawi.

Da Bruxelles partiamo alle 12.00 anzi che alle 10:50.

L’aereo è zeppo.

Siamo vicini a una famiglia europea con bimbi adottati congolesi; il padre avrà un viaggio penoso per il mal d’aereo.

A Kinshasa viene a prenderci sr Clelia con l’autista John.

Alla Missione di Kingasani troviamo solo sr Claudia; tutte le suore sono alla veglia della madre di sr Charlotte.

E’ più freddo del solito; dobbiamo indossare la felpa.

Il franco congolese ha perso molto valore; ci vogliono 1700 FC per 1 dollaro quando lo scorso anno ne bastavano 1000.

29/7/2017

Oggi stiamo a Kingasani e domani partiremo per Tumikia.

Al mattino ci dividiamo: 2 incontreranno il direttore dei lavori di ristrutturazione dell’Ospedale e l’impresa di trivellazione pozzi mentre Sergio e sr Clelia mostreranno a Piero Missione, casa degli anziani ed Ospedale.

La ristrutturazione dell’Ospedale prevede infatti anche la realizzazione di un nuovo pozzo.

L’incontro con l’impresa sorprende parecchio; ci troviamo un tecnico geologo (Enric Mingash anga della SOFOCO) vestito da operaio che mostra una preparazione tecnica ed un comportamento professionale che non ha nulla da invidiare ai nostri.

Oltre a chiarire come l’impresa opererà a Kingasani, mostra alta competenza e conoscenza delle pubblicazion i scientifiche sull’idrogeologia di Kinshasa e ci fornisce indicazioni utili per un eventuale pozzo a Montgafula ed a Kikoti; alla nostra domanda se conosca la situazione idrogeologica di Montgafula apre il PC e ci mostra stratigrafie e prove di portata di pozzi che ha realizzato in quelle zone.

Con queste informazioni possiamo recarci a visitare dei pozzi esistenti vicini a Montgafula e prelevare un campione d’acqua da analizzare oltre che valutare l’effettiva disponibilità.

Questa fonte di informazioni era inaspettata ed è stata particolarmente gradita.

In cambio gli diamo un articolo sulla idrogeologica di Kinshasa che si era perso.

Il direttore dei lavori (MMr Poindron) è una persona molto gentile; è francese; venne a Kinshasa nel 1973 per il servizio civile e vi rimase.

Il pomeriggio visitiamo Missione, Ospedale, Scuole e depuratore.

Visitiamo la lavanderia in costruzione.

Parliamo con Papà ku perché ci procuri dei pezzi idruali ci per Tumikia.

Valutiamo la concentrazione del fango al depuratore; è troppo bassa; ne informiamo l’ing. Martino che ci dà indicazioni per la gestione.

Hanno realizzato una rete per l’irrigazione del giardino con l’acqua depurata; l’erba è rigogliosa anche se siamo al termine della stagione secca.

Alle 18:30 ci troviamo con le suore per la preghiera comune.

A cena sr Claudia ci racconta di alcuni nuovi casi:

– la donna che ebbe una depressione post parto; vagava nuda per Kingasani; è stata accolta nella Casa degli anziani ed ora è una madre normale;

– la bambina abbandonata dai genitori separati; è stata accolta nella Casa degli anziani; metti un bambino con l’anziano e fai felici 2 persone;

– la giovane assistente sociale, dipendente dello stato, che è molto positiva e trova soluzioni a molti casi di emarginazione.

Non c’è stato sole tutto il giorno e la sera è ancora da felpa.

30/7/2017

Alle 7.00 partecipiamo alla Messa celebrate da padre ????.

Col padre facciamo poi colazione; insegna Filosofia a ???; non c’è molto tempo per parlare con lui; conosce molto bene la storia del paese e speriamo di incontrarlo nuovamente e parlarne.

Partiamo alle 9.00 dalla Missione di Kingasani per Tumikia; ci accompagna Sr Germaine che a Tumikia è l’unico medico; autista è papà Faustin, chaffeur di Tumikia.

E’ fresco, non c’è sole; sulla jeep siamo in 6; noi 4 dietro seduti di traverso.

Ci fermiamo al km 230, a Mission Lonzo alle 12.00 per mangiare un panino; ci siamo già fermati al ritorno da Tumikia durante i lavori di agosto 2014 quando con noi c’era suore Beatrice e, appena ripartiti da qui, dopo qualche km la jeep si fermò; possiamo usare il bagno e un locale con tavolo e posti a sedere.

Arriviamo a Tumikia alle 16.00. Qui troviamo poche suore perché molte sono in congedo; unica italiana è sr Giuliana, classe 1937, bresciana di San Paolo Scarpizzolo, che sino allo scorso anno era a Mosango.

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Dopo i saluti Piero e sr Germaine congedano tutti offrendo caramelle al portone di ingresso alla Missione

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A salutarci tanti bambini; qualche mamma e nessun adulto

Dopo i saluti ci rechiamo a piedi al serbatoio con Passì ed Abdou.

Al ritorno è buio e si accompagna con noi un giovane che non conosciamo; capiamo che ha delle lamentele ma non riusciamo a capire bene; con noi c’è Passì che ci spiega che dobbiamo chiarire la situazione perché alcuni del villaggio accusano Abdou e quindi le suore di gestire scorrettamente e iniquamente l’acquedotto; nell’ultimo mese l’acqua viene distribuita solo 1 volta ogni 4-5 giorni e c’è malumore.

Le fontane sono state aperte giovedì 27/7 quando il serbatoio conteneva 95 m3; oggi ve ne sono 55 al termine del pompaggio; in 3 giorni si sono sollevati 55 m3; sono quantità basse rispetto alle attese.

31/7/2017

Il mattino controlliamo i materiali idraulici per la riparazione e organizziamo attrezzi e macchine per la stessa.

Scendiamo al pompaggio per controllare che non manchino i pezzi.

Prima passiamo dal bacino dove si hanno 52 m3; dalle 17 di ieri pertanto si sono consumati circa 3 m3 alla Missione.

Abbiamo un problema per la riparazione: un pezzo non torna con le misure; al magazzino vedremo che altri materiali abbiamo disponibili.

Osserviamo la partenza del pompaggio; avviene alle 9.40 ad una frequenza di circa 42 Hz; ci aspettavamo partisse a 35 Hz e invece non è così; capiremo poi che ciò è motivato dal fatto che la tubazione di pompaggio si svuota parzialmente durante il fermo, per la perdita alla utenza fotovoltaico-sentinelle e per malfunzionamento delle valvole di non ritorno.

La perdita è nell’ordine di 300 litri al giorno pertanto incide per meno dell’1% rispetto ai volumi sollevati.

Visitiamo il manufatto della sorgente: è quasi completamente coperto dalla terra.

Abdou ha montato la saracinesca per svuotare la tubazione che collega la sorgente al pompaggio e l’ha già utilizzata facendo uscire della sabbia.

Le protezioni antinsetto delle finestre al pompaggio sono rovinate; chiediamo ad Abdou di intervenire prima possibile.

Risaliamo e verifichiamo che al serbatoio alle 12:10 si hanno 65 m3; in 2,5 h sono saliti 13 m3; sono pochi; dovevano essere più del doppio; qualcosa non va.

Al magazzino verifichiamo i materiali; per la riparazione mancano dei pezzi: o un nipple da 3” o 2 curve M/F da 2”½.

Domani verrà da Kikwit-Kikoti sr Amelia per ritirare una valigia che abbiamo portato dall’Italia; Abdou telefona ad un negozio di Kikwit; i pezzi sono disponibili e domani sr Amelia potrà passarli a prendere per portarceli.

Al pomeriggio scendiamo per vedere a che ora si fermi il pompaggio; si ferma alle 15.40 a 35 Hz; al bacino si è arrivati a 81 m3.

I volumi sollevati non sono buoni: ci attendevamo circa 50-60 m3 e ne abbiam visti 81-52=29 più il consumo alla Missione.

L’indomani effettueremo misure per venirne a capo:

  • lasceremo qualcuno ad annotare la frequenza di alimentazione elettrica delle pompe per tutta la durata del pompaggio in modo da poter valutare con i dati teorici di funzionamento delle pompe quanto volume si dovrebbe sollevare;
  • misureremo la portata di arrivo al serbatoio per confrontarla con quella delle curve teoriche delle pompe; per questa misura dovremo svuotare la vasca (ne approfittiamo per pulirla) e, con una scala, salire al tubo di ingresso con un secchio.

 

Parliamo con Passì, Abdou, le suore riguardo ai malumori; emerge che in questa parte finale della stagione secca l’acqua sollevata non è sufficiente come nel restante periodo dell’anno pertanto trascorrono anche 4-5 giorni prima di poter aprire il servizio; alcuni accusano Abdou di far male il proprio lavoro e la Missione di appropriarsi dell’acqua mentre per loro è poca; ne parliamo con le suore che ci raccontano di alcuni brutti litigi e prevaricazioni (la fontana delle scuole elementari è stata gestita dai responsabili a favore di amici e sr Charlotte ha ritirato le chiavi e manda qualcuno ad aprirla durante orari prestabiliti; alcuni responsabili delle fontane hanno favorito amici a danno di altri) e decidiamo di organizzare un incontro con i capivillaggio ed i capiquartiere dopo che avremo approfondito le cause dei bassi volumi pompati.

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Il manufatto di presa della sorgente è quasi completamente coperto di terra.

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Al fotovoltaico le famiglie delle sentinelle stanno torchiando le noci di palma per ottenerne l’olio: il torchio e le noci scottate

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Il travaso delle noci nel torchio

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La torchiatura

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L’olio

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Sergio (impressionante la somiglianza con Dario Fò) e Paolo e Passì

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Ore 16: al villaggio si aprono le fontane perché al serbatoio si hanno circa 80 m3. L’ultima apertura è stata il 27/7, 4 giorni prima.

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Il carico dei bidoni da 25 l sulla bicicletta.

1/8/2017

Ci dividiamo in 3 gruppi:

  • Sergio e Piero effettueranno rilievi dei fabbricati della Missione;
  • Paolo al bacino con papà Passì e papà Josè per lo svuotamento, la pulizia e la misura della portata;
  • Fabrizio con Abdou e il figlio di papà Passì, al pompaggio.

Le pompe, dopo alcuni tentativi abortiti, partono definitivamente alle 10:20 con una frequenza di circa 42 Hz; 40’ più tardi di ieri.

Il figlio di Passì rimane per annotare la frequenza ogni qualvolta noti modifiche alla regolarità dell’andamento di crescita sino alle 12 e decrescita sino allo spegnimento; finchè non lo verifichi rimane sempre il dubbio che il pompaggio possa fermarsi per annuvolamenti.

Al serbatoio, l’acqua arriva solo alle 11. 15, circa 1 h dopo la partenza delle pompe; prima solo rumori e aria; la tubazione pertanto si è svuotata.

Varie misure di portata con il secchio danno valori di 6,25 m3/h; le curve teoriche delle pompe indicano 9-10 m3/h pertanto vi è un deficit di portata di circa il 30% rispetto alle previsioni e la tubazione di pompaggio si è svuotata di circa 6 m3 ovvero per una lunghezza di circa 600 m; la perdita alla derivazione fotovoltaico-sentinelle ed il loro consumo non giustificano questi valori.

Perde la tubazione ? Trafilano le valvole di non ritorno ?

Il pompaggio si ferma alle 15:30 a 35 Hz.

Al termine della giornata verranno sollevati 26 m3 mentre la storia della frequenza registrata da ???? porta a un volume teorico sollevato pari ad almeno 40 m3; il 30-40% pertanto manca..

A mezzogiorno arriva sr Amelia da Kikwit; i pezzi che ci porta sono difettosi; Abdou richiama il fornitore; sr Amelia chiama qualcuno a Kikoti che passi a ritirare il pezzo a Kikwit e lo porti a Tumikia con la moto; sono circa 120 km di distanza.

Sr Amelia si ferma a pranzo; è la superiora di Kikwit da quasi 1 anno; ci informa dello sviluppo che si prevede per l’ospedale di Tumikia a seguito della fuoriuscita da Mosango delle Suore Poverelle; l’Ospedale avrà maggiori richeiste pertanto è importante preoccuparsi di garantire acqua ed energia elettrica.

Alle 16:00 arriva il pezzo da Kikwit; sembra a posto; domani effettueremo i lavori.

Il pezzo è un nipple da 3” che paghiamo 26.000 FC.

Con Abdou si effettua la visita dell’impianto idrico dell’Ospedale; l’impianto non è ancora stato collegato al nuovo acquedotto in quanto interessato da diverse perdite; esse vengono visionate e Paolo dà indicazioni ad Abdou per le riparazioni; una parte dell’impianto si riesce da subita a collegarla per cui alcuni rubinetti dell’Ospedale sono serviti. Per le altre riparazioni occorrono dei pezzi che faremo spedire da Kingasani; tempo qualche settimana e finalmente all’Ospedale si avrà acqua corrente.

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La perdita alla derivazione delle sentinelle-fotovoltaico sul tubo di pompaggio.
Ripararla comporta svuotare il tubo di pompaggio per circa 12 m3; la situazione al villaggio è già critica per cui Abdou effettuerà la riparazione quando non vi saranno problemi di carenza.

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Un’aula del Lycee

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Sul muro del Lycee la carta delle regioni della Repubblica Democratica del Congo: Tumikia è nel Kwilu (colore azzurro)

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La vegetazione arborea intorno alla casa di pompaggio guardando verso il fotovoltaico

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La vegetazione arborea intorno alla casa di pompaggio guardando verso la sorgente

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La vegetazione arborea intorno alla casa di pompaggio guardando verso la sorgente

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La vegetazione arborea intorno alla casa di pompaggio guardando verso la sorgente

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La vegetazione arborea intorno alla casa di pompaggio guardando verso Kimbandangingi

2/8/2017

Alle 6.45 scendiamo al pompaggio per la riparazione: con noi Abdou, Passì con il figlio, Josè.

Smontando l’impianto abbiamo osservato che le valvole di non ritorno trafilavano; questo può spiegare parte dello svuotamento del tubo.

Notiamo comunque che questo trafilamento non avviene sempre pertanto le valvole sono funzionali ma può capitare che della sabbia non ne consenta talvolta la piena funzionalità.

Concordiamo con Abdou che ogni sera chiuda tutte le saracinesche.

Alle 10:00 l’impianto riparte a 42,5 Hz.

Saliamo al serbatoio per vedere a che ora entrerà l’acqua; vi sono 15 m3 e l’acqua arriva alle 10.35 pertanto la tubazione si è nuovamente svuotata di circa 3 m3.

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Alle 7:20 tutto è smontato

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L’assemblaggio del pezzo in acciaio.
Il pezzo smontato, anche se perde, verrà tenuto perché potrebbe sostituire il nuovo in caso di necessità; la sua perdita è infatti gestibile.

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Paolo in azione osservato da Josè e Passì

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Alle 10 il pezzo è montato, sfiatiamo le pompe e l’impianto parte. Le guarnizioni non si sono rotte.
Un po’ di timore perché nel riempire d’acqua, non ancora in pressione, un filetto trafilava abbondantemente; smontato, lavorato da Paolo con la mola per far attaccare la canapa, rimontato ha tenuto.

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Per installare il nuovo pezzo abbiamo dovuto demolire il riempimento tra il tubo e il muro in cemento armato.

Tutto è andato per il meglio.

In questi giorni papà Passi ci ha insegnato l’inno del Beato Palazzolo in kikongo che cantiamo per l’allegria:

 

 

O Palazzolo sambila beto

Beto kuma bonso nge ye

Nakati ya bansiona

Beto kemona luse na nge ye

O Palazzolo sambila beto

Beto kuma bonso nge ye

Nakati ya bansukami

Beto kemona luse na nge ye

 

Ritorniamo alla Missione per continuare i rilievi dei fabbricati.

 

Nel pomeriggio, alle 15:30 incontriamo i capi del villaggio.

Sr Giuliana è la nostra interprete in Kikongo; è molto capace.

Vi sono 23 maschi e 2 femmine tutti adulti.

Sergio:

  • chiarisce che si è chiesto l’incontro per le voci negative raccolte specialmente riguardo alle accuse nei confronti di Abdou;
  • spiega che la poca acqua nel periodo secco non è da imputare al lavoro svolto da questi ma è un fatto da accettare al quale si cercherà di porre rimedio;
  • espone il rammarico per gli episodi sopruso ricordando che siamo impegnati in questo lavoro non certo per vederli litigare;
  • evidenzia che il fatto che la Missione abbia acqua sempre, grazie al fatto di essere servita da una rete sempre alimentata dal serbatoio, a differenza della distribuzione alle fontane che avviene periodicamente, è voluta per il servizio che svolge di importanza per tutti (l’asilo, le scuole, l’ospedale);
  • era ed è nostra volontà consentire a tutti l’accesso alla acqua quando serva ma la risorsa è limitata e la regolamentazione attuale (apertura delle fontane pubbliche solo ad orari definiti) si è resa necessaria per evitare che la rete si svuoti sempre con conseguenze negative per la sua funzionalità (ingresso animali, malfunzionamenti per l’aria);
  • li invita a esporre le proprie considerazioni e richieste.

Qualcuno polemizza ricordando che avevamo indicato delle dotazioni idriche che nei fatti non si hanno nel periodo critico; prevale il tono riconoscente della maggioranza che chiede di aiutarli ad avere più acqua nella stagione secca che è il periodo critico.

Uno in particolare alza la voce, viene zittito e se ne va brontolando; non abbiamo capiamo cosa volesse dire.

Qualcuno fa notare che il costo che ogni famiglia deve pagare (200 FC/mese per un totale di circa 70-80.000 FC/mese; 1 pacchetto di sigarette costa 1.200 FC) per l’acqua è elevato.

Sr Giuliana osserva che questa cifra è minima e che vi si pagano: il gasolio per la moto e la jeep per andare tutti i giorni al pompaggio ed al serbatoio, i lavoratori che si recano ad aprire e chiudere le fontane, le manutenzioni.

Sergio precisa che la decisione di introdurre questa quota economica per il mantenimento dell’impianto ha anche il fine di ricordare che dietro c’è un continuo lavoro da svolgere; è un modo perché i cittadini di Tumikia non siano semplicemente beneficiari di un regalo e pertanto mantengano dignità e fierezza.

Viene accettata la spiegazione sulla scarsità dell’acqua; spieghiamo che anche da noi accade che vi siano periodi critici e che in tal periodi si raziona e si cerca di consumare meno; chiediamo che siano più collaborativi e che si impegnino a garantire la distribuzione più equa.

Sergio espone il progetto di incremento del pompaggio e di estensione della rete ai villaggi vicini, di cui vi sono rappresentanti in questo incontro, e chiede se il ns nuovo impegno sia benvoluto e possa vedere in cambio un atteggiamento più comprensivo, meno polemico nei confronti della Missione e che reagisca ai soprusi.

L’incontro termina con dichiarazioni di impegno da ambo le parti e strette di mano.

E’ l’ultimo giorno.

I rilievi dei fabbricati li abbiamo realizzati.

Abbiamo raccolto numeri sulla disponibilità idrica e dobbiamo approfondire perché manchi circa il 30% di quanto ci aspettavamo.

Qualche m3/giorno potremo guadagnarlo chiudendo le saracinesche al pompaggio ed evitando così che il tubo si svuoti per i trafilamenti delle valvole di non ritorno.

Ci siamo spiegati con gli abitanti del villaggio.

All’Ospedale vi sarà acqua corrente non appena Abdou effettuerà tutte le riparazioni.

Abbiamo chiesto che ci inviino via sms i dati giornalieri, alla mattina ed alla sera, del volume di acqua presente nel serbatoio in modo da poter vedere quanto se ne solleva ogni giorno.

Abbiamo chiesto ad Abdou che faccia l’inventario di attrezzi e materiali a magazzino perché abbiamo bisogno di questa informazione per i prossimi lavori.

La sera salutiamo le suore a cena.

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Alle 15:30 si tiene l’incontro con i capi del villaggio.
Siamo riuniti sotto un albero in circa 40 persone.
Alla destra di sergio si vedono le mani di sr Giuliana che gesticolano mentre parla a tutti

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Rappresentanti dei villaggi seduti. Dietro di essi degli osservatori con qualche giovane.

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Le uniche 2 rappresentanti femmina

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Il personaggio in rosso è il lo Nfumu nbelo, il capovillaggio: si chiama Musette Bazile

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La sera le suore ci presentano un orfanello che è stato chiamato Sergio

3/8/2016

Alle 6:40 partiamo per Kingasani.

Putniamo di fermarci a mezzogiorno a Bateke per mostrarla a Piero che è al suo primo viaggio.

Guida papà Faustin e ci accompagna sr Giuliana; accanto a lei siede un nipote di Faustin che è diretto a Kinshasa per studiare.

Sr Giuliana ha una autorevolezza tale che nessun controllo è un problema; parla correntemente la loro lingua e ciò incute rispetto; non ci vengono chiesti documenti e mance.

Prima di Kenge siamo costretti a fermarci per circa 1 h: si è ribaltato un camion carico di manioco.

Arriviamo a Bateke alle 13 ed alle 17.00 a Kingasani

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La nostra jeep.
Stiamo aspettando che il camion a sx riesca a passare

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Dall’altra parte

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Il camion è quasi passato.

Mbote Papa ONLUS
Adrada S. Martino (BG)

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