Le Missioni delle Suore Poverelle in Congo

In Congo ci sono 10 comunità delle Suore delle Poverelle, nella regione del Bandundo; l’undicesima è in fase di costruzione a Budjala nella regione dell’Equatore. Nel 1952 fu aperta la comunità di Kikwit, nel 1954 a Mosango. A Tumikia negli anni ’50 un Padre belga, Pière Pierret della Congregazione dei Gesuiti, fondò la parrocchia; nel 1958 le Suore delle Poverelle vi aprirono la Missione. Nel 1964 si aprì la comunità di kingasani, nel 1978 a Lusanga, nel 1981 a Kikimi, nel 1992 a Mongafula, nel 1998 a Kikoti e Limete. A Bateche circa 15 anni fa è stata costruita un’azienda agricola con circa 500 ha e 350 capi di bestiame. A Kinshasa, nella capitale, vi sono infine le case Provincializie. Attualmente l’associazione MBOTE PAPA’ è impegnata nelle missioni di Kingasani e di Tumikia.

La missione di Kingasani

La missione di Kingasani si trova nell’omonimo quartiere alla periferia di Kinshasa, capoluogo della Repubblica Democratica del Congo, che conta circa 15 milioni di abitanti.
La missione misura circa 50.530 mq con un centro ospedaliero, un complesso scolastico con la biblioteca, un casa di riposo per anziani, un piccolo laboratorio artigianale, gli alloggi delle suore e una casa per gli ospiti.
L’ospedale è il più importante centro sanitario di riferimento per tutto il quartiere di Kingasani e non solo. Costruito su un unico piano e a più riprese oggi ha una superficie coperta di 3.030 mq, ma la struttura è ormai poco funzionale e soprattutto insufficiente per soddisfare le esigente attuali.

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Il complesso accoglie ogni anno circa 50.000 malati; il 90% dei ricoverati nell’ospedale è costituito da bambini, il restante 10% sono uomini o donne che vengono curati ambulatoriamente o in reparto di medicina interna che si occupa di diabetici, ipertesi, malati di tubercolosi, AIDS e drepanocitosi.
I bambini vengono ricoverati per lo più perché malnutriti o malati di malaria. I malnutriti gravi ospedalizzati sono circa 1.500 ogni anno; molti guariscono ma purtroppo il 20% non ce la fa (circa 300 all’anno).
Per curare la malaria bisogna spesso ricorrere alle trasfusioni; ne vengono eseguite circa 15.000 ogni anno, perché i bambini vengono portati in ospedale con la malattia in fase avanzata.
Il complesso accoglie ogni anno circa 50.000 malati; il 90% dei ricoverati nell’ospedale è costituito da bambini, il restante 10% sono uomini o donne che vengono curati ambulatoriamente o in reparto di medicina interna che si occupa di diabetici, ipertesi, malati di tubercolosi, AIDS e drepanocitosi. I bambini vengono ricoverati per lo più perché malnutriti o malati di malaria. I malnutriti gravi ospedalizzati sono circa 1.500 ogni anno; molti guariscono ma purtroppo il 20% non ce la fa (circa 300 all’anno). Per curare la malaria bisogna spesso ricorrere alle trasfusioni; ne vengono eseguite circa 15.000 ogni anno, perché i bambini vengono portati in ospedale con la malattia in fase avanzata. C’è un reparto di maternità dove nascono circa 6.000 bambini all’anno. Purtroppo oggi l’ospedale non è dotato di sala operatoria quindi quando è necessario un intervento chirurgico sulla partoriente (es. il taglio cesareo), bisogna trasportarla in un ospedale della città con l’ambulanza. Questi casi sono circa 300 all’anno. A volte però per le condizioni disastrose delle strade l’ambulanza non arriva in tempo e ciò causa il decesso della mamma o del bambino o di entrambi. Nell’ospedale di Kingasani c’è un’unica sala parto con 3 letti separati da una tenda. La degenza delle mamme che partoriscono avviene in stanze con 6-8 letti dove spesso riposano due mamme per ogni letto e a volte c’è la terza mamma seduta che aspetta il suo turno per coricarsi.

C’è il reparto di neonatologia che ospita in un anno circa 3.000 neonati prematuri, alcuni nati nella maternità di Kingasani e altri provenienti da strutture esterne. Di questi bambini il 75% raggiunge il peso ottimale, il 3% viene trasferito in strutture più attrezzate e il 22% muore (circa 660 ogni anno). Nella neonatologia vi sono le incubatrici che a volte ospitano anche quattro bambini per volta. L’ospedale effettua un servizio di kinesi-terapia e di analisi attraverso un laboratorio interno.
Come in ogni ospedale del Congo il ricovero, le cure e i medicinali sono a pagamento. E’ superfluo dire che le suore non hanno scopo di lucro e quindi che le tariffe del servizio ospedaliero sono appena sufficienti per coprire le spese dell’intera gestione dell’ospedale e sono mediamente più bassi rispetto agli ospedali della città pur offrendo spesso un servizio migliore. Attualmente all’ospedale di Kingasani lavorano alle dipendenze delle suore 4 medici, 66 infermieri e 44 addetti ai servizi vari. Il complesso scolastico, anch’esso edificato in più riprese, ha una superficie coperta di circa 5.400 mq, tutti al piano terra. Le aule sono molto grandi (circa 80 mq) per ospitare classi anche di 50/60 alunni. I servizi sono insufficienti e da ammodernare e il resto delle strutture necessita di una normale manutenzione. C’è la scuola elementare, la scuola secondaria con indirizzo letterario, scientifico, taglio e cucito, tecnica commerciale. C’è anche un centro informatico e una moderna e frequentatissima biblioteca.

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Gli studenti sono circa 3.500 e lezioni vengono tenute in due turni mattina e pomeriggio per questioni di spazio. Gli studenti accedono alla scuola di Kingasani pagando una retta come avviene in tutto il Congo, retta che serve a coprire i pochi costi di manutenzione per gli edifici, gli addetti ai servizi e ad incrementare gli stipendi degli insegnanti pagati dallo stato insufficientemente. Nella scuola sono impiegati 110 insegnanti e 15 addetti ai servizi.
La Biblioteca denominata “Totanga”, che in Lingala significa “leggiamo”, è stata attivata nel 2009 presso la Scuola delle Missioni di Kingasani, voluta in nome della cultura come mezzo primario per combattere la povertà.
Le abitazioni delle suore formano essenzialmente due unità per un totale di 2.500 mq coperti. La prima unità per le suore, con le camere, la cucina, il refettorio, due grandi sale per le riunioni e una chiesetta. La seconda unità staccata dalla prima è riservata alle postulanti (le future suore) con le camere, cucina, refettorio, aule per lo studio e una chiesetta. Vicino alle abitazioni delle suore vi sono i loro magazzini, i garage, gli orti, i giardini e il piccolo laboratorio artigianale. A fianco dell’abitazione delle postulanti c’è la casa degli ospiti.
La casa di riposo per gli anziani, vicina ma staccata dalla missione, misura circa 760 mq con la cucina, una sala TV, i servizi vari e 19 stanze. Gli ospiti sono una quarantina e non pagano alcuna retta perché sono anziani senza famiglia o in situazione di grave disagio cui provvedono le suore.

La missione di Tumikia

Tumikia si trova nella regione del Bandundo, a circa 500 km a est di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo (ex Congo Belga). Da Kinshasa si raggiunge in auto, in sette ore di strada asfaltata (route n°1). Circa 11 km di pista (non asfaltata) conducono dalla route 1 a Tumikia. Tumikia è posta a circa 500 mslm ed è costituita da vari villaggi; due di questi circondano la missione delle Suore delle Poverelle di don Luigi Palazzolo.

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La missione ha un “asilo nido” che si occupa di bambini orfani da parto, una scuola con circa 300 alunni che si fermano anche a dormire e a mangiare perchè abitano lontano; c’è un consultorio, una casa di riposo per anziani e la parrocchia con le scuole elementari.

Non c’è acqua e non c’è energia elettrica. Alla missione vi sono bacini per l’accumulo di acqua piovana che viene utilizzata nei vari servizi e ciò non è sufficiente nelle stagioni asciutte (oltre sei mesi l’anno). Il villaggio non dispone di accumuli di acqua piovana. Gli abitanti e le suore vanno pertanto a prendere l’acqua, a piedi e con i secchi, alle sorgenti che sono presenti nei fondo valle; percorrendo circa 3 km con un dislivello di circa 150 m.

Donare è facile!

Noi siamo: Associazione Mbote Papa

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