Ospedale di Kingasani

In tutta la provincia di Bergamo, nell’anno 2012, sono nati 10.928 bambini in 8 attrezzatissimi reparti di maternità tra ospedali e cliniche varie. A Kingasani, nell’unica sala parto dell’ospedale della missione delle Suore Poverelle, nel 2012 ne sono nati 6244. Questi numeri potrebbero far pensare a un grande ospedale, organizzato e attrezzato: non è affatto così.

A Kingasani c’è un piccolo ospedale che, anche se paragonato agli standard locali è ritenuto un buon ospedale, funziona miracolosamente solo grazie al duro e costante lavoro delle Suore che, aiutate dal personale medico e di servizio, riescono a far fronte a numeri che spaventerebbero chiunque. La costruzione del primo dispensario, che in seguito diventerà l’ospedale della missione di Kingasani, risale al 1969; poco dopo, nel 1971 fu costruito il reparto di maternità e progressivamente si è sviluppato nel corso degli anni, con una propensione verso la cura delle patologie infantili e il parto. La crescita, sostenuta sempre dalla “Provvidenza” è avvenuta, come di solito avviene in questi casi, in modo scarsamente programmato e in funzione di forti esigenze contingenti senza pensare a un progetto che tenesse conto di obiettivi futuri: far fronte al quotidiano era ed è già un’impresa ardua. Oggi comunque ci troviamo di fronte ad una realtà che, seppur tra mille difficoltà, dà un servizio di vitale importanza per quella città ma se vogliamo che questo servizio continui dobbiamo intervenire, a partire da alcune grosse e pericolose criticità che vanno risolte con grande urgenza.

Tra queste, con priorità assoluta per una soluzione, vi è l’intero sistema fognario con le sue 45 fosse settiche (pozzi perdenti). Le fosse settiche sono distribuite qua e là sul territorio dell’intera missione e costituiscono un grosso pericolo per il rischio di inquinamento della falda acquifera che alimenta i pozzi da cui attingono l’acqua l’ospedale, le scuole, le case ecc.. E’ necessario quindi eliminare tutte le fosse settiche ed eseguendo una nuova rete fognaria che convogli i vari scarichi in un nuovo depuratore, che a sua volta manderà le acque depurate in un piccolo fiume all’esterno della missione. Per realizzare le nuove fognature si dovrà però tener conto di tutti i fabbricati attuali della missione, dei futuri ampliamenti e dei nuovi fabbricati.

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Serve quindi preparare con celerità un progetto di ristrutturazione generale per la missione di Kingasani dopo aver fatto un’accurata valutazione sulle sue attività e dei servizi che oggi svolge: in primo piano c’è l’ospedale per il quale si dovrà scegliere ad esempio quali patologie curare e quali servizi offrire alla gente per così redigere un progetto adeguato che preveda una struttura funzionale in tutti i suoi reparti, compresi quelli amministrativi e di servizio; un progetto che individui gli strumenti e le attrezzature necessarie e che tenga conto anche dell’istruzione e della gestione del personale medico, paramedico e di servizio. Per le scuole si dovrà prevedere una possibile ed eventuale espansione in base alle necessità di dare eventuali nuovi indirizzi. I laboratori artigianali, che oggi sono ridotti a piccole tettoie assolutamente insufficienti, dovranno avere il loro spazio perché se ben organizzati potrebbero essere un sostegno pratico ed economico per tutta la missione. Infine per le case, i magazzini e i garage si potrebbero prevedere alcune soluzioni che, anche con piccoli interventi, potrebbero diventare più vivibili e funzionali. Per dare inizio a questo progetto è già pronta una planimetria generale di tutta la missione di kingasani con una previsione degli spazi e delle ubicazioni di futuri ampliamenti o nuove costruzioni riguardanti l’ospedale, le scuole, i laboratori artigianali (falegnameria, meccanica e elettricista), le case, i magazzini vari e i garage degli automezzi della missione. Questo progetto prevede anche il nuovo impianto fognario con annesso il depuratore, la viabilità interna con gli ingressi, gli spazi per parcheggi, i giardini e gli orti. Si è anche tenuto conto anche dello spazio per un piccolo inceneritore con il relativo impianto di abbattimento dei fumi, necessario specialmente per smaltire i rifiuti dell’ospedale considerando che non esiste un servizio di smaltimento. Il progetto sarà diviso in funzione delle necessità e dei tempi di intervento come segue:

– Progetto generale per la definizione degli ingombri degli insediamenti in ampliamento o nuovi, con annessa la viabilità interna, i parcheggi ecc.. (già realizzato)

– Progetto di massima della fognatura con ubicazione del depuratore e dell’inceneritore. (10.01.2014)

– Progetto esecutivo dell’impianto di depurazione e fognature di tutta la missione fino al fiume. (entro 28.02.2013)

– Progetto esecutivo dell’ inceneritore con impianto di abbattimento dei fumi. (entro 28.02.2014)

– Progetto di massima dell’ospedale con un programma di intervento in funzione dell’attuale ospedale anche per garantire la continuità delle sue attività durante l’esecuzione delle nuove opere. (entro 30.05.2014)

– Progetto di massima dei nuovi capannoni artigianali, dei magazzini e dei garages. (entro 30.12.2014)

Il nostro obiettivo è quello di eseguire l’intervento della nuova fognatura con il depuratore tra giugno e agosto 2014. Il programma di esecuzione delle altre opere verrà definito dopo il completamento dei progetti esecutivi, con l’approvazione della direzione dell’Istituto delle suore Poverelle di don Luigi Palazzolo di Bergamo.

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Alla periferia di Kinshasa capoluogo della Repubblica Democratica del Congo (che conta una popolazione di circa 15 milioni di abitanti) si trova il quartiere di Kingansani in cui è presente un centro ospedaliero gestito dalle suore delle Poverelle. Al suo interno si accolgono malati di tutti i tipi: dai malnutriti, a bambini che rappresentano il 90% dei malati di cui molti hanno bisogno di sangue visto l’alto numero di casi di malaria, alla medicina interna (uomini e donne) servizi ambulatoriali che si occupano di diabetici, ipertesi, tubercolosi, malati di AIDS, drepanocitosi, un servizio di Kinesiterapia e una grande maternità con annesso un servizio di neonatologia, e un laboratorio di analisi. Nella struttura sono presenti un complesso scolare che comprende la scuola elementare e la scuola secondaria con opzioni diverse: letterario, scientifico, taglio-cucito, tecnica commerciale, centro informatico, biblioteca per un totale di circa 3500 studenti; un ricovero che ospita 40 anziani che non hanno famiglia e una stanza è adibita ad accogliere temporaneamente situazioni di disagio gravi: bambini abbandonati….. o persone lasciate sulla strada. Il complesso accoglie ogni anno circa 50.000 malati di cui: al di sotto di 5 anni 18.000. I bambini che necessitano di trasfusioni sono circa 15.000. Si registrano ogni anno circa 5000 parti. Circa 300 partorienti devono essere trasferite in altri ospedali con gravi disagi dovuti alle strade non facilmente percorribili piene di buche e l’insicurezza.per subire un taglio cesario visto l’assenza all’interno della struttura di una sala operatoria. In neonatologia sono presenti ogni anno circa 3000 neonati prematuri nati nella nostra maternità e provenienti da altre strutture presenti a Kinshasa perché questo servizio non esiste sul territorio. Il 75% di questi bambini hanno raggiunto il loro peso ottimale. Il 22% sono morti e il 2% è stato trasferito a strutture meglio attrezzate. I bambini malnutriti ospitalizzati gravi nella struttura sono circa 1500 per anno di cui l’80% di essi ritrova la guarigione.

sosteniamo le Suore della Congregazione delle Suore delle Poverelle dell’Istituto Palazzolo di Bergamo

operiamo nella Repubblica Democratica del Congo

Il nostro obiettivo è individuare e realizzare progetti a favore di bisognosi

Mbote Papa ONLUS
Adrada S. Martino (BG)

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